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IL DISCORSO ALLA CAMERA

Letta: "Addio a legge
elettorale vigente"


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Tagli ai costi della politica, lavoro, politiche per i giovani, crescita economica, nuova legge elettorale o quanto meno un "ritorno alla precedente": i punti salienti del discorso programmatico del presidente del Consiglio. Alle 20 il voto di fiducia alla Camera.

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ROMA – La calma del neo presidente del Consiglio Enrico Letta e il fermento di una Camera dei Deputati che continua ad elogiarlo con standing ovation: il discorso programmatico del capo di Governo sembra aver fatto breccia tra le fila dei deputati, con promesse sul fronte fiscale ed economico e poi sul fronte politico, dal finanziamento pubblico ai partiti alla legge elettorale. “La consultazione dello scorso febbraio deve essere l'ultima svolta in base alla legge elettorale vigente”, parla subito chiaro Letta, accolto dall'approvazione dell'Aula di Montecitorio “Quanto meno è necessario il ripristino della legge elettorale precedente”.

Ma il discorso per la fiducia del presidente Letta inizia col ringraziamento a Pier Luigi Bersani, ex segretario del Pd, a cui è andato il saluto della Camera a suon di applausi. Poi Letta vira subito sulle questioni scottanti dell'economia e del lavoro: “La prima priorità del mio governo sarà la questione del lavoro, l'unico mezzo che può impedire l'impoverimento e portare una crescita per il benessere. Dopo oltre un decennio senza crescita, le politiche per la ripresa non possono più attendere. Tanti cittadini, troppe famiglie sono in preda allo scoramento: questa vulnerabilità rischia di diventare conflitto”, qui il riferimento del presidente Letta al terribile fatto di sangue di ieri mattina a Palazzo Chigi. Ancora una volta, un lungo applauso dei deputati per il brigadiere Giuseppe Giangrande e l'appuntato Francesco Negri, ha interrotto il neo premier.

“Il paese per farcela deve ripartire e per ripartire tutti devono essere motori di nuova energia positiva. Basta coi debiti che il Paese troppe volte ha scaricato sulla vita delle generazioni successive. Se mi darete la fiducia, la riduzione fiscale senza indebitamento sarà obiettivo fisso, sopratutto per ridurre le tasse sul lavoro dei giovani neo assunti e per permettere sviluppo e innovazione nelle pmi”, continua il presidente che vuole puntare su una politica industriale moderna molto vicina ai mercati geografici europei. Con un'attenzione particolare sui giovani: “L'intraprendenza dei giovani è cruciale per lo sviluppo soprattutto del Mezzogiorno e per trainare l'economia”. Economia che mette in ginocchio milioni di famiglie e proprio alle meno facoltose Letta promette: “Entro giugno elimineremo l'Imu, così che governo e Parlamento possano subito creare una riforma in favore delle famiglie meno abbienti”. E ancora, il divario tra generi dev'essere superato: “Abbiamo bisogno di un welfare più attivo, più giovane e più femminile. Non siamo un paese delle pari opportunità: abbiamo bisogno di una maggiore presenza femminile nella vita del paese”.

Infine la promessa, importante, di un taglio ai costi della politica: “Dobbiamo puntare su una nuova etica della pubblica amministrazione. E i costi della politica sono troppo elevati: la Corte dei Conti ha confermato l'ammontare enorme dei rimbosi elettorali. Ognuno dovrà fare la sua parte per recuperare decenza e sobrietà, anche i miei ministri: il primo atto di governo sarà eliminare lo stipendio dei ministri parlamentari che viene corrisposto in aggiunta all'indennità”, poi continua sui rimborsi: “Erano finanziamenti mascherati, il sistema va rivoluzionato: aboliamo la legge approvata e permettiamo ai cittadini di scegliere a quale partito dare la contribuzione”. Letta conclude il suo discorso programmatico pieno di spunti ricordando che “Come italiani o si vince o si perde tutti insieme”. Il voto di fiducia è previsto alle 20, il risultato sarà alle 22. Adesso il presidente del Consiglio andrà al Senato, dove il voto e il dibattito si concluderanno domani.