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l'assassinio di alessandro porretto

L'omicidio al Teatro del Sole
Il giallo si infittisce


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Il coltello trovato a poca distanza dal corpo di Alessandro Porretto non è l'arma del delitto. E' questo il responso dell'autopsia effettuata sul corpo dell'uomo assassinato in via Messina Marine. Potrebbe avere assistito a qualcosa che non doveva vedere.

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Alessandro Porretto
PALERMO - Il coltello scoperto a poca distanza dal corpo di Alessandro Porretto, lo psicolabile trovato morto venerdì nella zona di Acqua dei Corsari, a Palermo, non è l'arma del delitto. Lo ha accertato l'autopsia effettuata sul corpo che ha stabilito anche che l'uomo è morto a seguito delle coltellate inferte dall'assassino: 40. L'omicida ha poi infierito sulla vittima spaccandogli il cranio a colpi di pietra. L'autopsia ha confermato che la morte è stata provocata 36-24 ore prima del ritrovamento.

In un primo momento si era ipotizzato che Porretto fosse stato massacrato con il piccolo coltello, di quelli usati per aprire i frutti di mare, poi pulito e abbandonato dall'omicida sul luogo del delitto. In realtà, dall'esame autoptico è emerso che i colpi sono stati inferti con un coltello dalla lama certamente più lunga e affilata. Una lama capace di perforare il polmone della vittima. Si complicano, dunque, le indagini coordinate dal pubblico ministero Geri Ferrara. Si continua a scandagliare la vita della vittima che negli ultimi periodi soffriva di seri problemi psicologici. I carabinieri che hanno cercato tracce del possibile movente nel suo appartamento di via Ferrara hanno trovato una casa in stato di abbandono.

Perché Porretto e' stato ucciso? Forse aveva qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. In quel punto abbandonato di Acqua dei Corsari si consumano rapporti sessuali clandestini. Non c'entrano le coppette che si appartano alla ricerca di un po' di intimità. Il luogo è malsano, punto di raccolta di spazzatura e pesci putridi. Semmai è uno dei tanti posti della città dove il corpo si vende a chi è disposto a pagare in cambio di esperienze forti.

Non è l'unica ipotesi a cui lavorano i carabinieri. Porretto potrebbe avere assistito a qualche traffico illecito. Allo scambio di qualcosa che il suo assassino stava consegnando o ritirando.