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SVOLTA NELLE INDAGINI

Il pizzo allo chef Natale Giunta
Arrestato il quinto estorsore


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Per alcune settimane è stato il quinto misterioso estorsore di Natale Giunta. Giovanni Rao, 46 anni, è finito in manette con l'accusa di avere partecipato all'estorsione ai danni del noto chef palermitano. I restroscena che hanno portato all'arresto, tenuto per giorni in gran segreto.

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Lo chef palermitano Natale Giunta
PALERMO - Per alcune settimane è stato il quinto misterioso estorsore di Natale Giunta. Da alcuni giorni ha un nome. Giovanni Rao, 46 anni, è finito in manette con l'accusa di avere partecipato all'estorsione ai danni del noto chef palermitano.

I carabinieri lo hanno identificato ed arrestato. Un arresto tenuto in gran segreto perché bisognava prima eseguire un incidente probatorio. Giunta, che oggi vive sotto scorta, è stato messo di fronte a tre persone. E ha indicato in Rao l'uomo che si sarebbe presentato nel suo ufficio. Non ha avuto esitazione. Proprio come la prima volta, quando il suo contributo fu decisivo per arrestare, due mesi fa, Alfredo Perricone, Giuseppe Battaglia, Antonino Ciresi e Maurizio Lucchese.

Come si è arrivati a Giovanni Rao, fruttivendolo del mercato Ballarò con piccoli precedenti per contrabbando di sigarette, e parente di personaggi coinvolti in inchieste per mafia? Innanzitutto dal fotogramma della telecamera piazzata per seguire Ciresi, già condannato per mafia. Ciresi e Rao si conoscono da tempo.

I difensori di Rao, gli avvocati Giovanni Castronovo e Nico Riccobene, hanno già presentato ricorso al Tribunale del Riesame. Sostengono che il Giovanni delle intercettazioni non sia Rao che nulla avrebbe a che fare con la storia del pizzo. E sono certi di poterlo dimostrare. A giorni si conoscerà l'esito della loro istanza di scarcerazione. In carcere, pur negando le accuse punto per punto, ci sono rimasti anche gli altri quattro indagati finiti in manette su richiesta del procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dei sostituti Caterina Malagoli e Francesca Mazzocco.

L'individuazione di Rao è partita dal racconto di Giunta, che lo aveva descritto come un uomo di circa 40 anni, statura bassa, capelli scuri, corporatura media. Quel giorno indossava occhiali da vista molto spessi. La descrizione è stata lo spunto per il lavoro dei carabinieri del Reparto operativo e del Nucleo investigativo. L'uomo misterioso. il pomeriggio del 3 marzo 2012. aveva accompagnato Ciresi negli uffici di Giunta in via Enrico Albanese. Ed aveva pure cercato di stemperare le tensioni. Giunta ha raccontato che gli dissero di essere venuti “per risparmiarmi la visita di altre persone malintenzionate, che di certo si sarebbero presentate solo dopo aver effettuato dei danneggiamenti”. E l'uomo misterioso aveva pure fatto a Giunta i complimenti per le sue apparizioni televisive al programma di Rai Uno “La prova del cuoco”. Poi, sparirono.

E iniziarono le intimidazioni. Fino a quando Alfredo Perricone e il geometra Giuseppe Battaglia, due incensurati, non si sarebbero presentati nel suo locale per chiedergli duemila euro a Pasqua e altrettanti Natale: "A posto… significa che praticamente qua dentro non verrà più nessuno… - gli spiegavano - perché praticamente siamo d’accordo tutti… due a Pasqua più due a Natale ovvero… ma significa la pace però… la pace significa la pace assoluta … e ti levi questo pensiero …”.