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Renda, il ricordo di Crocetta

"Studioso appassionato"
Lupo: "Grande uomo"

Domenica 12 Maggio 2013 - 17:27
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Il presidente della Regione lo ricorda come "lo studioso appassionato di storia della Sicilia e del movimento contadino, movimento per il quale si battè personalmente". Secondo il segretario regionale del Pd, invece, "lo studioso ha dato un grande contributo all'affermarsi di più elevati livelli di democrazia e di giustizia sociale in Sicilia".

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Il presidente della Regione, Rosario Crocetta
PALERMO - Il mondo politico ed istituzionale piange la scomparsa di Francesco Renda, morto questa mattina all'età di 91 anni. Secondo il presidente della Regione, Rosario Crocetta, "i siciliani difficilmente dimenticheranno Francesco Renda, lo studioso appassionato di storia della Sicilia e del movimento contadino, movimento per il quale si batté personalmente in una fase importante della propria vita. Si è speso per raccontare la storia della Sicilia che ha contribuito a creare, non solo con i suoi numerosi scritti ma con la sua partecipazione diretta alle lotte sociali e politiche degli anni '40,'50 e '60'. Ho conosciuto personalmente Renda - aggiunge - Le prime volte che l'ho incontrato io ero un giovane della Fgci che appassionato ascoltava i suoi discorsi sui fasci siciliani, sulla rivolta di Portella della ginestra e sulla questione contadina mai risolta nel nostro Paese. Ascoltavo il racconto intenso di un uomo, di uno storico, che partecipava alla storia del suo tempo, denunciando il rapporto scellerato che è sempre esistito tra una parte del sistema politico siciliano e il sistema parassitario mafioso. Un esempio per tutti i siciliani e per i giovani. Ci mancherà il suo sostegno e il suo supporto, la ricchezza del suo pensiero sempre in evoluzione. Ci staranno accanto i suoi libri e i suoi scritti, le sue testimonianze, ma ci mancheranno i suoi stimoli, l'elaborazione rapida delle sue analisi a cui ci ha abituati".

"Scompare un uomo che con la sua attività politica e sindacale e con la sua opera di studioso ha dato un grande contributo all'affermarsi di più elevati livelli di democrazia e di giustizia sociale in Sicilia": con queste parole il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, a nome di tutta la Cgil "ricorda e rende onore" allo storico Francesco Renda, scomparso oggi. "Renda è stato sindacalista della Cgil- aggiunge Pagliaro- politico, fine intellettuale e studioso del movimento contadino, storico della Sicilia attento alle dinamiche storico- sociali che hanno riguardato i più umili. Le sue analisi e la sua attività- sottolinea- sono state preziose per la Cgil e per tutti coloro che lottano per una Sicilia diversa, nella quale le idee di legalità , di emancipazione e di giustizia sociale siano quelle principali dell'agire di ognuno". Per Pagliaro dunque, "la morte di Renda lascia un vuoto. Esprimiamo- conclude- il più profondo cordoglio ai suoi familiari, per un lutto che colpisce tutti".

"Francesco Renda è stato tra gli intellettuali più illustri del nostro paese a cavallo di due secoli. Ha saputo offrire con il suo impegno sindacale, politico e culturale un importante contributo al progresso economico e sociale della Sicilia". Lo ha detto il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, commentando la notizia della scomparsa di Renda. "La sua apertura al dialogo con le diverse culture del bacino del mediterraneo - ha aggiunto - testimonia la profondità e la lungimiranza del suo pensiero, che le nuove generazioni potranno approfondire grazie al patrimonio delle sue opere. L'esempio e gli insegnamenti di Renda sono parte essenziale delle profonde radici culturali e politiche del Partito Democratico, di cui è stato fondatore in Sicilia. Porgo le più sentite condoglianze alla famiglia a nome mio e di tutto il partito democratico della Sicilia".

"Scompare un punto di riferimento, ha rappresentato la storia della sinistra da Portella ai giorni nostri". Lo dice Antonello Cracolici, deputato regionale del Pd, dopo la morte del professore Francesco Renda. "Le sue analisi hanno aperto dibattiti e riflessioni per decenni e fra diverse generazioni - aggiunge - e continuerà ad essere così anche in futuro: adesso tocca a noi valorizzare e tutelare i suoi lavori che fanno parte del nostro patrimonio politico, sindacale e culturale".
Ultima modifica: 12 Maggio 2013 ore 19:15



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