Live Sicilia

LA REPLICA DEL PRESIDENTE CROCETTa

"L'atto di interpello esiste
Su Bruxelles polemica sterile"


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bruxelles, crocetta, regione, Politica

Il governatore: "Una richiesta di selezione è stata avanzata ai dipartimenti già a gennaio. E non eravamo obbligati a farlo: quelli di Rue Billiard equivalgono a uffici di gabinetto. Già qualche dipendente negli ultimi giorni ha dato la sua disponibilità". La dirigente Stimolo: "Abbiamo inviato l'atto di interpello ad assessori e dirigenti generali. Spettava a loro diramarlo ai dipendenti".


PALERMO - Uno “screening” sarebbe stato fatto. Una sorta di verifica preliminare, indirizzata solo ad alcuni rami dell'amministrazione, già nel gennaio scorso. Quando, a dire il vero, il tetto massimo di dipendenti era ancora quella fissato da una delibera di Raffaele Lombardo: tre, non di più. Il presidente della Regione Rosario Crocetta prova a sgombrare il campo dai dubbi che aleggiano sull'ufficio di Bruxelles.

“Noi stiamo provando a rilanciare un ufficio – ha replicato a Live Sicilia – che negli anni passati è stato immobile, a causa di gestioni discutibili. Ma non si può mettere in dubbio l'utilità di un presidio in Europa della Regione, soprattutto per la centralità dei rapporti, oggi, con l'Unione europea”.

Insomma, quell'ufficio deve funzionare. Ma come? E con chi? Il governatore spiega a Live Sicilia che nessun “giallo” emerge dalla vicenda della delibera che (ri)estende la dotazione organica per gli uffici di Rue de Billiard. “Mi pare inverosimile – dice – che i dipendenti regionali non sappiano che cerchiamo personale per Bruxelles, e che rivendichino la presenza di un atto di interpello che non è affatto obbligatorio, trattandosi di uffici di diretta collaborazione col presidente. Il personale, insomma, posso sceglierlo io, come se si trattasse di uffici di gabinetto. Comunque, è nelle nostre intenzioni diramare un atto di interpello destinato a tutto il personale della Regione”.

Personale che, però, nelle intenzioni del governo, non sarebbe assunto “sine die”. “La nostra idea – spiega Crocetta – è quella di fare 'formazione'. Di tenere i dipendenti lì per un periodo determinato, al fine di far acquisire competenze in tema di affari comunitari, da poter poi riportare nei dipartimenti di provenienza. Pensiamo, insomma, a una rotazione: una volta formati, quei dipendenti tornerebbero in Sicilia, e a Bruxelles manderemmo altri”.

Per fare ciò, fa sapere Crocetta, un atto di interpello è partito nei mesi scorsi. Si tratta, a dire il vero, di una lettera indirizzata non a tutti gli assessorati, e datata 28 gennaio 2013. Quando, come dicevamo, non esisteva ancora la delibera del governo che – ripristinando una norma del 2002 – revocava la delibera di Lombardo riportando il numero massimo di dipendenti a Bruxelles a quota 16. In quell'interpello “preventivo”, si fa riferimento alla necessità futura di ampliare l'ufficio di Bruxelles, e si chiede ai dirigenti generali dei dipartimenti di individuare dei funzionari (nessun dirigente, quindi) con i requisiti necessari. Requisiti che, a dire il vero, sono assai stringati. Si fa riferimento, infatti, solo all'ottima conoscenza della lingua francese o inglese.

Una vicenda, quella dell'atto di interpello, su cui torna anche la dirigente preposta all'Ufficio di Bruxelles, Maria Cristina Stimolo: "Abbiamo inviato un atto di interpello inizialmente rivolto a quattro dipartimenti che si occupano di utilizzo dei fondi europei. Lo abbiamo inoltrato agli assessori e ai dirigenti generali. Spettava a loro diramare a tutti i dipendenti il documento. Evidentemente non è stato fatto, se i dipendenti regionali dicono di non esserne a conoscenza. A noi in effetti - prosegue - è arrivato un solo curriculum".

“Non comprendo il motivo – aggiunge Crocetta – di questa polemica. Del resto, mi risulta che già alcuni dipendenti regionali hanno risposto, e stiamo valutando la loro immissione in quell'ufficio. E ancora di meno capisco il riferimento ai cosiddetti 'esterni'. Si tratta di giovani con esperienza in Europa, con ottimi curricula, e che guadagnerebbero appena 1.500 euro al mese. Chi ci attacca su questa vicenda, forse, non vuole che la Sicilia punti a una vera internazionalizzazione”.

In precedenti articoli abbiamo riportato, come indirizzo della sede della Regione a Bruxelles, quello non corretto di Rue Billiard. Il nome corretto della via è Rue Belliard. Abbiamo corretto. Ci scusiamo con i lettori.