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IL CASO

"Nessuno per Bruxelles"
Ma è giallo sull'atto di interpello


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bruxelles, crocetta, regione, Politica
Polemiche sugli uffici di Bruxelles

Il governatore replica stizzito alle notizie sulla delibera che ripristina una legge del 2002 riportando da 3 a 16 il numero dei dipendenti di Rue Belliard: "E abbiamo difficoltà a trovare qualcuno disposto a partire". Ma tra i dipendenti regionali, in tanti dicono di non aver mai letto l'invito della Regione. Che in effetti non figura nemmeno sul sito ufficiale. MONTANTE: "LA REGIONE FA BENE A INVESTIRE SULL'EUROPA"


PALERMO - “Sulla vicenda degli uffici di Bruxelles bisogna dire la verità”. Il monito è del presidente della Regione Rosario Crocetta, che ha replicato, con una certa decisione, alla notizia riguardante la “rinascita” dell'ufficio della Regione nel cuore dell'Europa. Una storia raccontata pochi giorni fa da Live Sicilia.

Bisogna raccontare la verità, afferma il governatore. Bacchettando anche i giornalisti che si sono limitati a descrivere il contenuto e gli effetti di una delibera che, di fatto, ne annulla un'altra: quella con cui l'ex presidente Lombardo decideva di ridurre ad appena tre dipendenti l'organico degli uffici di Rue Belliard. La decisione del governo Crocetta, insomma, ripristinava gli effetti di una legge del 2002, quella che istituisce gli uffici di Bruxelles. E che determina la dimensione dell'organico che non può superare il numero di sedici dipendenti, mentre il tetto massimo per gli “esterni” è fissato a otto. Al momento, a Bruxelles lavorano la dirigente responsabile Stimolo e i dipendenti Meli e Minio (ma quest'ultimo è in aspettativa sindacale).

“Qualcuno pensa – ha tuonato Crocetta - che dovremmo puntare all'internazionalizzazione della Sicilia con due impiegati, perché tutto è visto non in funzione dell'interesse pubblico, ma degli interessi, facendo dietrologia e gettando discredito”. Al di là della dietrologia, del discredito e dalle aspirazioni di chi (?) vorrebbe tenere appena due dipendenti a Bruxelles, quello che lascia qualche zona d'ombra è, semmai, il modo scelto dal governatore per rimpolpare quegli uffici. Una modalità, a dire il vero, ignota a tanti. Anche agli stessi dipendenti della Regione.

“La giunta, in atto, - ha precisato Crocetta - non ha confermato le previsioni retributive, ma si è limitata a ripristinare il numero per l'utilizzo del personale interno. Fino ad oggi abbiamo avuto difficoltà a trovare personale che vuole andare a Bruxelles per cui attiveremo un meccanismo virtuoso perché si possa fare”. Il problema è proprio lì. Il presidente afferma di aver incontrato “difficoltà” a trovare personale pronto a trasferirsi in Europa. Dove guadagnerebbe, in aggiunta alle già cospicue indennità da dipendente regionale, anche indennità di lavoro all'esterno che oscillano tra i 3.700 e i 5.500 euro netti al mese. Somme che, nonostante il presidente affermi di non aver “confermato”, sono contenute nella stessa legge che il governo ha ripristinato con la delibera al centro delle polemiche.

Ma, come detto, secondo Crocetta i dipendenti regionali non vogliono andare a Bruxelles. Peccato che molti di loro di questo invito non ne sappiano nulla. Nonostante il governatore prima avesse precisato a Live Sicilia di avere “diramato un atto di interpello tre o quattro mesi fa”. E oggi smussi un po' quella affermazione nella forma, ma non nella sostanza: “Abbiamo avuto difficoltà a trovare i dipendenti”.

Difficoltà abbastanza prevedibile – aggiungiamo – visto che lo strumento che servirebbe per “invitare” i dipendenti al trasferimento se è esistito, non è stato certamente molto "pubblicizzato". Si tratta di un “atto di interpello” - così si chiama lo strumento utilizzato nelle pubbliche amministrazioni – su cui adesso ruota davvero un giallo. E' mai esistito?

Qualcuno racconta di aver visto girare un foglietto, a gennaio. Inviato solo ad alcuni dipartimenti. E riguardante gli impiegati del "comparto" (insomma, non per i dirigenti). Ricordi confusi. Dello stesso tenore di quelli di qualche esponente dello staff del presidente. Che ricorda, forse, l'esistenza di quell'atto di interpello. Ma che in tanti, tra i dipendenti regionali, giurano di non aver visto. Anche attraverso le pagine di Live Sicilia.

E in effetti lo stesso trasparentissimo sito ufficiale della Regione, che dispone di una pagina dedicata proprio agli atti di interpello accresce i dubbi. Gli atti di interpello sono tutti lì, elencati in ordine cronologico. Ma nessuno di questi fa riferimento a Bruxelles. E a pensarci bene, ecco la domanda delle domande. Se davvero esisteva un atto di interpello risalente a gennaio,a fronte di una delibera che aumenta la dotazione organica risalente ad appena un mese fa, quella "chiamata" era forse destinata a riempire "caselle" che ancora non esistevano?

Nel frattempo, invece, procedono le selezioni degli “esterni” che riceverebbero – precisa il governatore - “un compenso di 1500 euro al mese. Alcuni pensano – aggiunge Crocetta - che a Bruxelles si faccia una bella vita. A Bruxelles non solo non si fa una bella vita, ma la maggior parte dei soldi che si guadagnano, si spendono in affitti e siccome non vorremmo che quest'ufficio diventasse una sorta di ludoteca per persone che vogliono cambiare arie, lo vogliamo potenziare. Ripeto, si tratta di un ufficio previsto dalla legge, come gabinetto del Presidente, e di tale ufficio mi vorrò avvalere selezionando il personale che riterremo più idoneo e competente”. Insomma, a Bruxelles la vita è dura. Ma a molti piacerebbe comunque. Eppure, anche in questo caso, manca un qualsiasi avviso col quale la Regione precisi che è in cerca di giovani masochisti in cerca di un lavoro nel cuore dell'Europa. Ma quegli esterni servono. Così come gli interni. Perché al momento, “ci ritroviamo – precisa Crocetta - con soltanto 2 persone che non possono fare altro che leggere la posta”. E che evidentemente non fanno altro fin dall'atto dell'insediamento del governatore. Da allora, la Regione ha speso oltre centomila euro per quegli stipendi. Non è poco, per un semplice servizio di “lettura della posta”.