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Viaggi in auto blu, Corsello rinviata a giudizio
Lei si difende. Crocetta: "Nessun provvedimento"


di ACCURSIO SABELLA E RICCARDO LO VERSO Avrebbe utilizzato impropriamente l'auto della Regione per percorrere più di 122 mila chilometri tra il 2004 e il 2011. La direttrice dei dipartimenti Lavoro e Formazione dovrà rispondere di queste accuse in tribunale. "Ho sempre utilizzato la vettura di servizio - replica - per fini pubblici". Il presidente Crocetta: "La dirigente mi ha comunicato che rinuncerà all'uso dell'auto di servizio. Non è necessario alcun provvedimento da parte dell'amministrazione".

 

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auto blu, corsello, rinvio a giudizio, Politica
PALERMO - Se le accuse dovessero essere confermate nel processo, non potrebbe ricoprire ruoli di responsabilità in un ente di Formazione. La notizia del rinvio a giudizio al dirigente generale della Formazione professionale, Anna Rosa Corsello racconta un paradosso tutto siciliano. Ovviamente, non c'è ancora una sentenza. Tanto meno una sentenza definitiva. E la (bi)direttrice di Crocetta potrà difendersi delle accuse nelle sedi opportune.

Ma il reato contestato dai pm Leonardo Agueci e Sergio Demontis e per il quale il Gip Guglielmo Nicastro ha deciso per il rinvio a giudizio, quello di peculato, è tra quelli che lo stesso dirigente generale ha previsto nel recente “Patto di integrità”, propedeutico al nuovo Piano della Formazione professionale, tra i motivi per i quali è vietata l'assunzione in un ente di Formazione.

“Ma quello che viene contestato a me – precisa Anna Rosa Corsello – non è il classico 'peculato', bensì il 'peculato d'uso'”. Un reato previsto dal secondo comma dell'articolo del Codice penale che disciplina appunto il “peculato”. E che prevede una pena inferiore al peculato “classico”: da sei mesi a tre anni.

Resta, però, il fatto. Il dirigente generale dei dipartimenti Lavoro e Formazione dovrà presentarsi davanti ai giudici per rispondere delle accuse di aver utilizzato l'auto di servizio in maniera un po' troppo “disinvolta”: più di 500 viaggi per un totale di 122.601 chilometri. La tratta, sempre quella: Palermo-Cefalù (città della quale la dirigente è originaria).

“Quei viaggi – puntualizza la dirigente – erano legati al mio ruolo. Mi recavo quotidianamente su un territorio nel quale esercitavo la mia competenza. In quel periodo, infatti, dirigevo l'ufficio provinciale di Palermo che aveva competenza su 11 centri per l'impiego, uno di questi è proprio quello di Cefalù. In un altro dei periodi contestati, invece, io dirigevo l'ispettorato regionale del Lavoro. E Cefalù era tra i territori interessati al mio lavoro”.

Insomma, nessun peculato. Anzi. La Corsello racconta: “Se avessi usato il mio mezzo, avrei avuto diritto a un rimborso da 20 mila euro, come era stato per il mio predecessore. Io autorizzavo l'auto per fini pubblici. E l'amministrazione era perfettamente a conoscenza, perché le schede venivano depositate regolarmente all'autoparco. Non mi è stato mai contestato nulla”.

A dire il vero, l'accusa di peculato non riguarda solo l'utilizzo dell'auto blu, ma anche le spese per il carburante e i pedaggi addebitati sul telepass dell'amministrazione regionale. I viaggi sono stati effettuati fra il 14 gennaio 2004 e il 23 febbraio 2011 e non rientrerebbero tra quelli consentiti e disciplinati dalla delibera della giunta regionale numero 398 del 1992, che disciplina l'uso delle auto blu. L'inchiesta è partita da un esposto anonimo.

"In questi casi - spiega il presidente della Regione Crocetta - si potrebbe intervenire attraverso la mobilità del dirigente. Ma la dottoressa Corsello - precisa - mi ha appena comunicato che rinuncia all'utilizzo dell'auto blu. Una decisione che manifesta una grande correttezza ed eleganza. Così, viene meno ogni causa di incompatibilità. E non è necessario alcun provvedimento".