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RICORSO AL TAR

La guerra dei superburocrati
A rischio anche la Monterosso


Due dirigenti hanno fatto ricorso al Tar contro la nomina del segretario regionale. "Meritiamo di stare al posto di Patrizia Monterosso"

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PALERMO -
Guai a parlare di guerra tra super burocrati ai diretti interessati. Che ne fanno, solo ed esclusivamente, una questione di diritto. Niente di personale.

Non sarà una guerra, ma è innegabile che sia una battaglia giudiziaria. Ci sono due ricorsi pendenti davanti al Tribunale amministrativo regionale contro la nomina, avvenuta a luglio 2012, di Patrizia Monterosso a Segretario Generale della Presidenza della Regione. A presentarli sono stati Salvatore Taormina e Alessandra Russo. Il primo è attualmente dirigente del Dipartimento Finanze ed è stato per anni dirigente generale e segretario generale dell’amministrazione regionale. La seconda è stata per alcuni anni dirigente generale dell'Assessorato regionale al Lavoro. Hanno fatto ricorso senza clamore. Niente polemiche e dichiarazioni al vetriolo, tutto all'insegna del low profile. Un profilo basso che Taormina mantiene anche quando gli si chiedono notizie sul ricorso: “Sì, è vero, l'ho presentato. Non c'è alcun motivo personale o di risentimento contro la Monterosso. Considero la mia iniziativa come una testimonianza del diritto in cui ho creduto e credo da sempre”.

Taormina ritiene, insomma, che dovrebbe esserci lui seduto al posto della Monterosso. E ricorda alcune tappe della sua carriera. “Sono stato dirigente generale per sei anni e due anni segretario generale, le mie valutazioni sono sempre state positive - spiega - . Ho vinto un concorso pubblico, uno degli ultimi, nel 1989. Non sono il più bravo, ma credo che sia sorprendente, dal punto vista giuridico, che la mia esperienza sia stata archiviata in maniera non definibile. Il mio percorso, ad un certo punto e dopo sei anni di dirigenza, si è dissolto per non meglio precisate ragioni. Glielo ribadisco - conclude -. Non mi serve e non voglio alimentare rancori. Svolgo la mia attività con serenità, ma resto intellettualmente legato al diritto. Ho esposto serenamente le mia posizione a chi avrà il compito di decidere”.

E il compito spetta al Tar che non ha ancora fissato l'udienza. Probabilmente avverrà subito dopo i caldi mesi estivi, quando, a giudicare dalle convinzioni di Taormina, la sedia della Monterosso potrebbe scricchiolare.

La delibera di nomina della Monterosso è la 248 del 13 luglio 2012. Il presidente della giunta di governo era Raffaele Lombardo. Così recitava: “Considerato che è stata condotta una attenta e puntuale verifica in ordine alla sussistenza di risorse interne all'amministrazione in possesso dei requisiti professionali richiesti... considerato che il presidente della Regione rappresenta che la scelta della dott.ssa Giuseppa Patrizia Monteresso, professionalità esterna all'amministrazione che presenta un curriculum che colma appieno la particolare qualificazione ricercata e qualità aggiuntive non rinvenibili nei curricula dei dirigenti in servizio esaminati, è certamente idonea a realizzare la missione della segreteria generale, delibera...”. Professionalità che è stata ritenuta sussistente pure dall’attuale governatore Crocetta che ha deciso di mantenere nel suo ruolo la Monterosso.

Ed è proprio questo uno dei punti che Taormina chiede di esaminare ai magistrati. Esistevano altri dirigenti all’interno dell’amministrazione regionale con i requisiti professionali e il curriculum per ricoprire il ruolo di segretario generale? Secondo Taormina, e al dire il vero secondo molti altri dirigenti regionali, sì. Una questione di particolare rilevanza, poiché la legislazione attuale, con molti vincoli, permette alle amministrazioni pubbliche di dotarsi di dirigenti esterni, ma ad una sola condizione: che non vi siano professionalità adeguate all’interno della propria macchina amministrativa. La decisione del Tar, in un senso o nell’altro, aprirà scenari imprevedibili. O certificherà che l’amministrazione regionale nel tempo si è dotata di oltre 2000 dirigenti non utilizzabili a tutti i livelli della macchina amministrativa oppure riconoscerà che la Monterosso è stata nominata senza tenere in debito conto le professionalità interne dell’amministrazione regionale.

La Monterosso è diventata segretario generale, punto di arrivo per un burocrate regionale. Ultimo passaggio di una carriera in ascesa che neppure l'alternarsi dei presidenti ha stoppato. Da Totò Cuffaro che la fece dirigente generale, passando per Raffaele Lombardo che la collocò al vertice del proprio Ufficio di gabinetto, a Rosario Crocetta che oggi l'ha chiamata al suo fianco.

Un ulteriore attestato di stima è arrivato alla Monterosso pochi giorni fa con la nomina alla vice presidenza dell'Irfis, l'ex istituto di mediocredito regionale, decisa, ancora una volta, dal governatore Crocetta. Nomina che ha fatto storcere il naso a qualcuno. C'è chi sostiene, infatti, che sia stata fatta ignorando una delibera del vecchio governo in cui si faceva divieto ai dirigenti generali di essere nominati nelle partecipate, se non a titolo gratuito. E non è questo il caso, visto che la Monterosso riceverà un'indennità di venti mila euro all'anno.