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Brico Arrigo, ennesima chiusura
Licenziati tutti i dipendenti


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Marianna Flauto

Si tratta dei punti vendita di via Savonarola 9 e 45. “La notizia è giunta improvvisa e in un momento in cui la situazione generale dell’economia è gravissima”, dichiara Marianna Flauto, segretario generale di Uiltucs Sicilia.

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PALERMO - La comunicazione è arrivata come una doccia fredda, tramite un fax indirizzato all’Ufficio provinciale del lavoro di Palermo, alla Confesercenti e ai sindacati: Brico Arrigo chiuderà definitivamente tra dieci giorni, il prossimo 30 giugno, e ha avviato la procedura di licenziamento per ventuno dei ventiquattro dipendenti. Tutti a casa, dunque, ad eccezione della contabile e di due magazzinieri, addetti alla tenuta del deposito. I ventiquattro dipendenti erano già in cassa integrazione da un anno, dopo la chiusura del punto vendita di Via Savonarola 9, a cui si aggiunge adesso quella di via Savonarola 42.

Come si legge nel comunicato, la decisione è scaturita dalla "presa d’atto dell’ormai drastico aggravamento della situazione economica, finanziaria e produttiva aziendale. Viste le perdite economiche, la società è stata messa in liquidazione e s’è deciso per il licenziamento, dato che non è bastato il ricorso agli ammortizzatori sociali in deroga per il proprio personale dal primo aprile 2012 fino al 30 giugno di quest’anno".

“La notizia è giunta improvvisa”, dichiara Marianna Flauto, segretario generale di Uiltucs Sicilia. “Inoltre, arriva in un momento in cui la situazione generale dell’economia è gravissima. La crisi sta avviando un circolo vizioso, che porta la gente alla disperazione, prova ne siano i dati che indicano l’aumento degli episodi di microcriminalità o che sta sfociando in episodi come le tristi notizie dei suicidi”.

Finito il periodo di liquidazione, saranno licenziati anche i tre dipendenti che al momento rimangono in cassa integrazione per lo svolgimento delle questioni ordinarie. “Gli ammortizzatori sociali non stanno funzionando – continua Marianna Flauto – e questa ne è l’ennesima dimostrazione. L’economia è morta in tutti i settori, con perdite a due cifre anche nel settore alimentare, il che indica che siamo arrivati ad un punto di non ritorno per questa crisi”.

“Lo Stato – conclude il segretario – deve agire immediatamente, investendo. Il solo decreto del fare non può bastare a ravvivare una situazione critica come quella in cui ci troviamo. Servono interventi forti e soprattutto rapidi, altrimenti assisteremo semplicemente al peggiorare degli eventi”.