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le indagini

Ciapi, spot pubblicitari
mai trasmessi in tv


Complici del project manager sarebbero stati i due imprenditori Massimiliano Sala e Pietro Messina, che avrebbero emesso delle fatture false per spazi pubblicitari in tv mai andati in onda.

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ciapi, faustino giacchetto, imprenditore complicità, pubblicità, spo, Cronaca
PALERMO - Spazi pubblicitari acquistati, ma mai trasmessi: i programmi televisivi nei quali dovevano essere inseriti, non sarebbero mai andati in onda. Ad accertarlo sono stati gli inquirenti che hanno condotto le indagini sul "sistema Giacchetto", durante le quali sarebbe emersa la complicità di numerosi soggetti, tra i quali alcuni imprenditori. Come Piero Messina, titolare di due agenzie di comunicazione e Massimiliano Sala, titolare della ditta "Filmax", aziende che, come ha raccontato l'ex collaboratore del manager, Angelo Vitale, venivano ingaggiate senza alcuna gara pubblica.

"Hanno emesso fatture nei confronti del Ciapi per oltre cinque milioni di euro - si legge nel provvedimento che ha condotto all'arresto di 17 persone - e registrato nelle proprie contabilità, elementi passivi fittizi al fine di evadere le imposte sui redditi e l'Iva. Tra le fatture false riscontrate si segnalano quelle emesse nei confronti del Ciapi di Palermo per la vendita di spazi pubblicitari all’interno di alcuni programmi televisivi - in realtà quasi sconosciuti - quali “trecento60gradi”, “TV News”, “Non solo alcool” etc.."

E così, le indagini hanno fatto venire a galla la mancata messa in onda delle trasmissioni e la conseguente assenza di ogni spot acquistato. Nel dettaglio, la Effemmerre Group 007 di Pietro Messina avrebbe emesso nei confronti del Ciapi alcune fatture per la pubblicità all'interno del programma televisivo "Trecento60gradi" su alcune tv private, tra cui Tgs, Cts, Teleone; Video One, Antenna 1 e TvT.

"Sull’emittente televisiva CTS - hanno accertato gli inquirenti - il programma denominato “trecento60gradi” è stato trasmesso nel periodo compreso tra il 9 novembre 2007 ed il 19 dicembre 2007 e gennaio luglio 2008; su CTS 2 invece non è mai andato in onda. Su Tele One e Video One, entrambe gestite dalla Media One S.r.l., il programma è invece andato in onda tra il 9 dicembre 2007 e l’8 luglio 2008 e dal 6 novembre 2008 al 5 febbraio 2009, mentre su Antenna Uno, gestita dalla R & T S.r.l., è stato trasmesso nel periodo compreso tra il 9 dicembre 2007 e l’8 luglio 2008; Nessuna traccia della trasmissione, invece su VideoSicilia, così come su TvT.

Anche TGS, gestita dalla Publikompass Spa, avrebbe trasmesso “trecento60gradi” solamente nel periodo compreso tra il 28 gennaio ed il 29 aprile 2007. Insomma, le fatture emesse dalla ditta di Messina sarebbero relative a operazioni commerciali in tutto o in parte inesistenti. Il meccanismo sarebbe stato messo in atto anche da Sala,con la ditta Filmax. Gli inquirenti hanno infatti accertato l'emissione di fatture per il Ciapi per la cessione di spot tv da trenta secondi e striscioni pubblicitari durante due programmi televisivi: "Tv News" e "Non solo" Alcool, mai andati in onda su alcune delle emittenti che avrebbero dovuto trasmetterli, da Radio Italia Tv, a Tele Rent, fino a Canale 46, così come viene precisato nel provvedimento firmato dal gip Luigi Petrucci:

"Sull’emittente televisiva CTS il programma denominato “Alta Gradazione” - che, con tutta probabilità, coincide con il programma che la Filmax intitola “Non Solo Alcool” - è stato trasmesso nel mese di aprile 2009 e dal primo al 26 giugno 2009, su Tele One e Video One, entrambe gestite dalla Media One, non sono mai stati trasmessi i programmi intitolati “Non Solo Alcool” e “TV News”; su Antenna Uno, gestita dalla R & T, non sono mai andati in onda programmi intitolati “Alta Gradazione”, “Non Solo Alcool” e “TV News”, così come su VideoSicilia.

Una circostanza che si sarebbe ripetuta con i programmi tv che dovevano essere trasmessi da Tele Rent, Tele 8, Canale 46, Canale 33 e Video2, Tele Sud, e Trc. Inoltre, dalla contabilità della ditta Filmax di Sala, non sarebbero state rilevate le fatture per l’acquisto di alcuni striscioni. Questi ultimi dovevano essere montati negli studi televisivi dei programmi contenenti gli spot.