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L'INCONTRO CON IL MINISTERO

Piano regolatore del porto
Accolto il rinvio del Comune


Il Consiglio Superiore dei Lavori pubblici ha accolto la richiesta formulatadi rinvio della discussione sul Piano regolatore del porto di Palermo.

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L'assessore Tullio Giuffrè
PALERMO - Un nuovo scontro, tra Comune e Autorità portuale. Un nuovo braccio di ferro tra l’amministrazione guidata da Leoluca Orlando e quella commissariata da Antonino Bevilacqua. Eccolo l’ennesimo braccio di ferro sul Piano regolatore del porto di Palermo, al centro di una vicenda giudiziaria e politica tanto antica quanto annosa.

Una querelle iniziata alla fine degli anni Novanta, con il Comune che rivendica di fronte alla giustizia amministrativa la titolarità sui porticcioli turistici della città, e passa sotto due amministrazioni Cammarata che invece, pur vincendo in tribunale, decidono di non proseguire nel ricorso avallando le scelte dell’allora ministro Pietro Lunardi. E il tutto si trascina fino al 2012, quando il consiglio comunale revoca il proprio benestare al Piano regolatore proposto da Bevilacqua: una scelta che comporta l’intervento della giustizia amministrativa che sospende momentaneamente la decisione di Sala delle Lapidi prima di pronunciarsi a ottobre.

Ma cosa ha scatenato la ripresa delle ostilità? Una lettera, dello scorso marzo, con cui il Consiglio superiore dei lavori pubblici chiedeva alcuni chiarimenti sul Piano regolatore e in particolare gli interventi che riguardano 'il tessuto urbano retrostante i porti turistici' e il 'progetto di viabilità di connessione tra il traffico portuale pesante e la circonvallazione urbana'. Insomma, opere di non poco conto e che influirebbero pesantemente sull’assetto urbanistico di una città che ha appena cominciato a lavorare al nuovo Prg.

L’autorità portuale ha così risposto a Roma, ma senza che il Comune ne sapesse nulla. E quando mercoledì scorso piazza Pretoria è stata convocata nella Capitale proprio per discutere i dettagli di queste operazioni, l’assessore Tullio Giuffrè è letteralmente saltato sulla sedia. “Sarebbe estremamente delicata la situazione che si determinerebbe con l'approvazione di un Piano non soltanto sconosciuto nei suoi dettagli, ma che poi imponesse scelte all’amministrazione comunale, per altro al di fuori delle linee guida di sviluppo urbano che anche il Consiglio ha approvato di recente”, aveva già detto ieri l’assessore annunciando la richiesta di un rinvio di almeno 20 giorni della discussione per dare il tempo al Comune di studiare a fondo le carte.

Rinvio oggi accordato dal Consiglio superiore. "Nel corso di questo periodo - afferma Giuffré che oggi ha partecipato all'incontro in rappresentanza dell'amministrazione comunale - potremo valutare la documentazione fornita al ministero dall'Autorità Portuale e potremo quindi assumere decisioni conseguenti". Ma l’irritazione del Comune resta tutta, anche perché da marzo non è mai stato convocato il Consiglio del porto (nel quale è rappresentato anche il Comune) che così è stato tenuto all’oscuro dell’intera vicenda.

'L'Amministrazione Comunale - afferma il sindaco Leoluca Orlando - non starà certo a guardare mentre vengono approvati Piani che sono il frutto di scelte tecnicamente sbagliate e politicamente non condivise né dalla Giunta né dal Consiglio comunale e che soprattutto cozzano con il volere dei cittadini. Non è pensabile di proporre interventi viari 'dal porto alla Circonvallazione per i mezzi pesanti' senza che il Comune, il Consiglio Comunale e l'intera comunità cittadina siano tenuti in considerazione. Siamo pronti ad agire in ogni sede perché le prerogative dell'Amministrazione comunale siano tutelate e perché siano i cittadini a scegliere come meglio gestire la costa palermitana ed il territorio palermitani, che non possono essere vittime di atti, compiuti da chi ci ha preceduto, viziati sotto diversi punti di vista”.

“Bisogna ristabilire il principio di responsabilità nella gestione del territorio e riportare al rispetto della legge l'operato fin qui svolto dall'Autorità Portuale di Palermo che ha preteso, con l'avallo della vecchia amministrazione Cammarata, di dettare l'assetto della città come fosse un potere ombra – commenta il presidente della commissione Urbanistica Alberto Mangano - i limiti di competenza dell'Autorità sono chiari e stabiliti dalla legge. Il Prp non può essere in contrasto con il Prg della città e non è stata ancora cambiata la legge che attribuisce al Comune, e quindi al Consiglio Comunale, la prerogativa di pianificare il proprio territorio”.