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Il decreto

Stagione venatoria in Sicilia
Si parte il primo settembre


Via libera al decreto, firmato dall'assessore Dario Cartabellotta (nella foto), che stabilisce le date in cui sarà possibile cacciare.

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PALERMO – Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto dell'assessore alle Risorse agricole che dà il via libera alla stagione venatoria 2013/2014. Si parte il primo settembre, con una finestra di due settimane che si concluderà il 14 settembre. Nel periodo della preapertura la caccia sarà consentita soltanto ai cacciatori residenti in Sicilia, oltre tutto per tre sole specie: il coniglio, la tortora e il colombaccio.

L'apertura vera e propria sarà invece il 15 settembre, con finestre differenti a seconda delle specie da cacciare. Dal 15 settembre al 16 dicembre per il coniglio, dal 15 settembre al 30 gennaio 2014 per la volpe, dal 21 ottobre al 21 novembre per la lepre, dal 3 novembre al 30 gennaio per il cinghiale, dal 15 settembre al 31 ottobre per la tortora, dal 15 settembre al 31 dicembre e dall'1 febbraio al 10 febbraio per il colombaccio, dal 15 settembre al 30 dicembre per la quaglia, dal 2 ottobre al 30 dicembre per il merlo e l'allodola, dal 2 ottobre al 30 gennaio per gli altri uccelli, ovvero cesena, tordo, alzavola, beccaccino, canapiglia, cordone, fischione, folaga, gallinella d'acqua, germano, mestolone, moriglione, pavoncella, porciglione e beccaccia. Infine da 15 settembre al 30 gennaio per la gazza e ghiandaia.

La caccia è consentita nei giorni di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica per non più di tre giornate settimanali. Ogni cacciatore può abbattere per ogni giornata di caccia complessivamente quindici capi di selvaggina. Ci sono poi limitazioni per le singole specie, in particolare per la lepre italica (un solo esemplare in tutta la stagione), per la beccaccia e la tortora (20 esemplari) e per quaglia, codone, pavoncella e canapiglia (25 esemplari).

Il decreto firmato dall'assessore Dario Cartabellotta potrebbe però subire delle modifiche. In sospeso c'è infatti un ricorso presentato da Legambiente che rischiare di cambiare i termini dello stesso decreto.

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