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L'incontro

"Francesco, lo sai
che sarò come te?"


bambini, papa francesco, un giorno sarò il tuo successore
Papa Francesco

Ecco cosa può capitare a un Papa, a un pontefice amato da molti, se sulla sua strada trova un bambino che non ha paura di nulla.

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CITTA' DEL VATICANO - ''Lo sai che da grande farò il tuo successore?''.''Ah si'? Intanto prega per me!''. ''Due mesi fa mi sono fatto battezzare con il tuo nome, ora anche io mi chiamo Francesco''. ''Che bello!''. Clima festoso e familiare tra scambi di battute, abbracci calorosi e gesti di affetto tra il Papa e i giovanissimi del ''Treno dei bambini'', l'iniziativa con cui il Pontificio consiglio della Cultura ha portato in Vaticano oltre 250 bimbi tra i 6 e i 10 anni, segnati da esperienze di difficile inserimento nella società e con problematiche psico-sociali, quasi tutti provenienti da case famiglia e partiti questa mattina presto da Milano, Bologna e Firenze a bordo di un Frecciargento messo a disposizione dalle Ferrovie dello stato.

Informato del progetto nei giorni scorsi, il Papa ha dato subito la sua benedizione a che ci fosse un momento specifico dedicato ai più piccoli. ''Se è per i bambini, facciamolo!'', ha detto al cardinal Ravasi. Dopo l'Angelus, quando il convoglio Fs di sette carrozze ha fatto il suo arrivo alla stazione della Città del Vaticano trainato da un locomotore diesel, Francesco ha dimostrato tutta la sua attenzione verso i più piccoli andando ad accoglierli di persona. ''Vi saluto tutti, benvenuti!'', ha esordito subito circondato da una folla esultante. I bambini hanno fatto a gara per abbracciarlo, salutarlo, baciarlo, rivolgergli qualche veloce confidenza. E Papa Bergoglio non si è risparmiato.

Ha accolto con un sorriso largo il mazzo di fiori di camomille che gli è stato offerto da una bimba a nome di tutti, ha preso in consegna i numerosissimi disegni che gli sono stati portati in regalo, ha lasciato che un'altra bambina gli infilasse al collo il bagde dell'incontro e, con la sua ormai consueta informalità, non ha esitato nemmeno a chinarsi per terra a raccogliere un cappellino caduto dalla testa di una ragazzina. Poi ha avviato con i piccoli un dialogo semplice e familiare, quasi come un nonno con i propri nipoti. ''Grazie della visita, - ha detto - sono contento. E voi siete contenti?'', ''a che ora siete partiti?'', ''è stato lungo il viaggio? Noioso?'', ''qual e' il vostro programma dopo?''.

E ancora, nello spiazzo della stazione battuto dal sole, ha aggiunto: ''Vi auguro una bella giornata, sarà un po' calda. Non avete paura del caldo voi?''. ''Per venire da te no!'', ha risposto pronto un bimbo improvvisamente spuntato tra la folla. Rotte le righe dopo il breve discorso a braccio del Papa, un altro bambino, Alessandro, 10 anni, di origini rom e salito sul treno a Bologna, gli si è buttato braccia al collo e all'orecchio gli ha confidato: ''Da grande sarò il tuo successore!''. ''Ah sì - gli ha risposto con dolcezza Francesco -? Intanto prega per me''. ''Due mesi fa mi sono fatto battezzare con il tuo nome, ora anche io mi chiamo Francesco'', gli ha confessato invece un altro. ''Questi bambini - ha spiegato il presidente del pontificio consiglio della Cultura, il cardinale Gianfranco Ravasi, promotore del Cortile dei Bambini, l'ambito del Cortile dei Gentili in cui si è sviluppata l'iniziativa di oggi -, hanno tutti storie complicatissime alle spalle ma l'amarezza di fondo di cui forse non sono consapevoli è stata superata dalla loro giovinezza e dalla bellezza. Infatti, sono arrivati fin qui compiendo un lungo cammino che gli ha consentito di visitare le cattedrali della loro città. Poi sono saliti sul treno, e molti non lo avevano mai fatto, per un'esperienza di viaggio e di incontro''.

(Fonte Ansa)