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L'OPERAZIONE DEI VIGILI

Il sequestro di Porta Nuova
Ecco la rivoluzione del traffico


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Porta Nuova

La magistratura dispone il sequestro del monumento e il divieto di transito per garantire la pubblica incolumità. Ecco la viabilità alternativa che scatterà da lunedì mattina.

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PALERMO - Scattano i sigilli per Porta Nuova, uno dei monumenti più belli e importanti di Palermo ma anche al centro di un asse viario assai attraversato ogni giorno da centinaia di automobilisti che ora dovranno accontentarsi di percorsi alternativi. Con buona pace del traffico che, almeno nelle prime ore di lunedì, potrebbe andare in tilt. Solo domani la Polizia municipale procederà al sequestro e alla transennatura della Porta su disposizione della magistratura che ha anche disposto il divieto di transito veicolare e pedonale sotto di essa: il monumento ormai è pericolante e finché non verranno fatti i lavori di messa in sicurezza il passaggio resterà interdetto.

Già lo scorso febbraio il sindaco Leoluca Orlando aveva emesso un’apposita ordinanza che ordinava ai proprietari la messa in sicurezza del monumento, peccato che in questi mesi nulla sia stato fatto perché non si capisce chi sia il proprietario di Porta Nuova, se la Regione o il Comando militare. E così la magistratura ha preferito intanto far scattare il sequestro, mentre a eseguire i lavori di messa in sicurezza potrebbe essere intanto il Comune che poi si rivarrebbe sul proprietario, quando si capirà di preciso chi sia.

E così da lunedì mattina prenderà il via anche una viabilità alternativa: le vetture provenienti da corso Alberto Amedeo, per raggiungere corso Vittorio Emanuele o la zona della Questura, dovranno immettersi in piazza Indipendenza nel normale senso di marcia (antiorario), percorrere corso Re Ruggerro, via Cadorna, piazza Vittoria, piazza del Parlamento e re-immettersi in corso Vittorio Emanuele direzione Cattedrale. Stessa cosa per chi proverrà da corso Calatafimi e corso Pisani.

A lanciare l’allarme sullo stato di degrado del monumento, costruito nel Seicento e ricostruito un secolo dopo e che collega corso Vittorio Emanuele a piazza Indipendenza, erano stati i Vigili del fuoco e la Sovrintendenza dei Beni culturali, dopo alcuni sopralluoghi che hanno evidenziato lo stato di notevole degrado dei parapetti delle terrazze, nonché infiltrazioni d’acqua e danni provocati dalle vibrazioni causate dal traffico. Lo scorso ottobre era stata applicata anche una rete di sicurezza per evitare la caduta di calcinacci dal monumento a tutt’ora in uso del Comando dell’esercito, che da anni lancia allarmi in questo senso.