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PALERMO

Furti e rapine violente in casa
Gli anziani nel mirino di due bande


Ultimo in ordine di tempo il maxi colpo messo a segno di tre anziani in salita Belmonte, all'Aquasanta, di oltre dodicimila euro.

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PALERMO - "Sono due bande distinte e separate: una che non teme nulla, fa irruzione negli appartamenti costringendo amano armata i proprietari ad aprire la porta e sequestrandoli, l'altra è invece formata da giovani che entrano in azione quando le vittime si allontanano da casa. Quest'ultima sembra meno esperta e lascia spesso gli attrezzi per lo scasso sul luogo del furto. In entrambi i casi, i malviventi conoscono le abitudini della propria vittima e adottano una strategia ben articolata, studiata fino all'ultimo dettaglio".

A spiegare i metodi utilizzati da rapinatori e scippatori che negli ultimi mesi seminano il panico in città, è l'ispettore capo della sezione Investigativa del commissariato Libertà, Luigi Tello. Nelle ultime ore i poliziotti sono stati impegnati a chiarire le fasi della rapina violenta avvenuta in un'abitazione di salita Belmonte: ad essere presi di mira da tre malviventi, proprio una coppia di anziani.

Marito e moglie sulla settantina, si stavano recando da un amico, quando sono stati raggiunti dai tre, che indossavano caschi da motociclista e impugnavano delle pistole. Si sono così fatti aprire la porta dal proprietario, hanno i mmobilizzato sia lui che i coniugi e hanno passato al setaccio l'appartamento. Ma sapevano molto di più: erano a conoscenza dei dodicimila euro in contanti che la coppia aveva addosso e se ne sono impossessati. Dopo avere bloccato le vittime con delle fascette solitamente utilizzate dagli elettricisti, hanno riempito dei sacchi con gioielli e oggetti preziosi e sono scappati col maxi bottino.

"Vanno quasi sempre a colpo sicuro - spiega Tello - difficilmente agiscono senza conoscere la vittima. La soglia d'attenzione della polizia è ancora maggiore da quando rapine di questo tipo e furti in casa sono all'ordine del giorno". Come nel caso della coppia d'anziani, i malviventi pedinano coloro che prendono di mira ed entrano in azione non appena li vedono distratti. E, in questo caso, le vittime devono essere state seguite a lungo, visto che abitano lontano dall'abitazione dell'amico in cui è avvenuto il colpo.

"Ormai pianificano tutto - aggiunge l'ispettore - anche la strada da percorrere. Evitano le telecamere collocate all'esterno dei negozi, sanno dove sono posizionate e programmano il tragitto sicuro".

Come ha spiegato il vicequestore Carmine Mosca, a mettere a segno le rapine in casa sono sempre i soggetti dello stesso gruppo: "Inercambiabili tra loro, in base all'obiettivo sclegono chi deve entrare in azione, ma siamo sulle loro tracce. Tra questi ci sono anche alcuni pregiudicati".