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l'incontro organizzato dall'università

Politiche d'integrazione
Il ministro Kyenge allo Steri


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Un incontro per parlare di integrazione e di 'Meticciato', parola cara al ministro dell'Integrazione Cécile Kyenge, che è stata ospitata stamani allo Steri.

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PALERMO - L'Università incontra il ministro dell'Integrazione Cécile Kyenge per parlare di "Politiche di integrazione e meticciato". A prendere parte all'incontro, che si è svolto presso il Complesso monumentale dello Steri, Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, alcuni esponenti del mondo universitario, tra cui i professori Gabriella D'Agostino e Antonio La Spina, il procuratore Antonio Osnato e Alida Lo Coco, responsabile del Centro di Orientamento e Tutorato dell'Università, che ha dato la parola agli studenti stranieri che il Cot ha seguito negli ultimi anni.

 A dare, tra gli altri, il benvenuto alla Kyenge anche il sindaco Orlando. “Palermo non è un quadro, ma un mosaico. Il quadro ha una sua autonomia e completezza, un invece mosaico senza cornice è forma indistinta di tessere di forme e colori diversi che abbiamo il dovere di tenere insieme”. Dopo aver parlato di diritto di cittadinanza e delle mosse attuate in materia dall'amministrazione comunale, Orlando ha concluso il suo intervento affermando che “se potessi diventare presidente del mondo, eliminerei la pena di morte e il permesso di soggiorno, atto di violenza dell'uomo sull'uomo”. E ha aggiunto: “Mi auguro di non commettere mai reati, ma se dovessi essere arrestato perché ho accolto un immigrato clandestino, quel giorno sarò un uomo felice”.

 “Quando sono arrivata in Italia – ha iniziato la Kyenge - avevo con me una valigia enorme con dentro solo un paio di scarpe e due vestiti. Oggi quella valigia è piena di calore, di tutta quella gente che ho incontrato e che mi aiuta a superare i momenti difficili. Mai in quella valigia entreranno l'odio e gli insulti”. A proposito del suo ministero, la Kyenge si è augurata che questo possa “diventare un ministero sentinella, per far sì che anche gli altri mettano al centro i diritti. La nostra Costituzione da sola basta a combattere ogni discriminazione". Ed è “la memoria – a detta del ministro – quello che manca all'Italia, perché noi dimentichiamo di essere stati un Paese di emigranti". Ma non sono mancati i riferimenti agli attacchi politici subiti fin dal suo insediamento per “aver detto una verità semplice, ossia che sono italiani quei bambini nati qui”, sui quali ha sostenuto che “non mi fermeranno”. Immagine positiva quella descritta dal ministro riguardo alla Costituzione italiana, che la Kyenge ha descritto come "l'ispirazione che mi guida nel mio lavoro".

“Stiamo cercando di dare un approccio di accoglienza inclusivo – ha detto la Kyenge parlando con i cronisti a margine dell'incontro - alle politiche di immigrazione”. A proposito del diritto di cittadinanza ha aggiunto che “stiamo lavorando all'iter della cittadinanza, sulla legge 91 del '92 e nei prossimi giorni sarà discussa nella Commissione affari costituzionali”. La Kyenge si è poi espressa anche sulle dimissioni del ministro Josefa Idem: “Voglio dare solidarietà al ministro Idem. Tra oggi e domani Letta valuterà a chi affidare queste deleghe”, e ha anticipato una prossima visita Lampedusa, aggiungendo che “il mio ministero lavorerà al tavolo del Viminale per il diritto d'asilo”. Infine la Kyenge si è mostrata positiva sul lavoro del governo Letta: “Il premier sta lavorando per dare continuità e concretezza al programma, e io sono molto fiduciosa”.