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Benvenuti al lido Pretoria
Ecco l'estate di passione della Gesip


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Un ex dipendente Gesip a piazza Pretoria

Ferie "forzate" per gli operai Gesip di fronte Palazzo delle Aquile. Gli operai, muniti di ombrelloni e sdraio, hanno dato vita ad una forma di protesta alternativa per chiedere rassicurazioni sulla proroga della Cig per altri sei mesi.

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PALERMO -
Sarà un'estate infuocata da nuove proteste o soltanto dalla canicola tipica dalla nostra isola? A chiederselo sono i lavoratori della Gesip che questa mattina sono tornati in piazza per chiedere rassicurazioni sulla proroga della Cig per altri sei mesi. Al momento, infatti, non esiste alcuna certezza per il futuro professionale degli operai dell'ex partecipata.

Se da un lato della città c'è chi attende le ferie con ansia dall'altra parte, dunque, c'è chi continua la propria forma di protesta contro l'amministrazione comunale rea di non preoccuparsi della sorte degli oltre 1.800 lavoratori del settore. "Oggi provocatoriamente saremo tutto il giorno in piazza a prendere il sole mandando un chiaro messaggio al sindaco Orlando - spiega Sandro Cardinale - Per i lavoratori Gesip le vacanze saranno un incubo perchè questo rappresenterà il preludio di sospensione del servizio e fin quando non avremo carte in mano in cui viene esplicitato a chiare lettere il futuro dei lavoratori non ci fermeremo. Basta parole e sorrisi di facciata, vogliamo i fatti".

E così ecco prendere corpo e sostanza di fronte la sede del Comune di Palermo uno scenario alquanto inusuale e divertente. "Benvenuti al lido Pretoria" vociferano i lavoratori a cittadini e turisti che attraversano l'area antistante Palazzo delle Aquile. Ombrelloni, sdraio, costumi variopinti, cappellini, protezione solare e olio abbronzante: il contesto all'apparenza gioviale contiene però una precisa chiave di lettura.

Gli uffici dove gli operai prestano servizio, infatti, stanno predisponendo le ferie forzate a partire dalla settimana in corso. E i toni si fanno pungenti: "La tranquillità è per coloro che al rientro saranno certi di trovare un posto sicuro sotto i piedi e noi non possiamo permetterci distrazioni e svaghi - tuona un operaio in preda alla disperazione - dopo dodici anni di onesto lavoro mi trovo qua in piazza a manifestare. Chiedo solo serenità e una boccata d'ossigeno per la mia famiglia. La mattina devo scappare da casa all'alba per non farmi vedere dai miei bimbi, provo vergogna e non posso spiegargli che la colpa è della cattiva gestione di questa città sono troppo piccoli, non capirebbero. Un uomo senza lavoro è senza dignità, senza libertà e senza onore".

A margine della protesta, infine, ecco scendere tra la folla l'inquilino di Palazzo delle Aquile. Orlando stringe la mano ai manifestanti e assicura lo stanziamento delle somme necessarie per garantire loro gli stipendi per i prossimi tre anni. È previsto per oggi un tavolo tecnico al ministero del Lavoro in cui si discuterà del destino dell'ex partecipata. I lavoratori Gesip adesso attendono con ansia delucidazioni in merito e una convocazione ufficiale da parte del primo cittadino. E nell'attesa continuano le ferie forzate a Palazzo.