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Dall'Ars una richiesta di deroga

Call-center dell'Ars
Il 30 giugno scade il contratto


A sollevare il caso Toto Cordaro (Pid): "Inopportuno eliminare il servizio". Dal primo luglio Palazzo dei Normanni però avrà un servizio gratuito.

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Il deputato del Pid Toto Cordaro
PALERMO – Torna a Sala d'Ercole il caso del call-center dell'Ars, visto che il prossimo 30 giugno sarà l'ultimo giorno del contratto con la 'Mediterranea comunicazione', che in questi anni ha gestito il servizio a Palazzo dei Normanni. Dal primo luglio si prospetta il licenziamento per tredici centralinisti e due tecnici.

Il primo a sollevare il tema in Aula è stato il capogruppo del Pid-Cantiere popolare Toto Cordaro. “Eliminare un servizio che rende più facile la vita ai deputati e agli utenti per sostituirlo con nulla non sembra opportuno in alcun senso”, dice il deputato regionale. Dopo Cordaro è toccato anche ad altri parlamentari sostenere la causa dei quindici dipendenti della società, dal presidente della commissione Antimafia Nello Musumeci, al deputato del Pdl Vincenzo Vinciullo, passando per l'esponente del Movimento cinque stelle Matteo Mangiacavallo.

Il vicepresidente di Sala d'Ercole Salvo Pogliese, che ha presieduto la seduta, ha però chiuso le porte ad una possibile proroga. “Comprendo la vicinanza umana ai lavoratori del call-center, ai quali va la mia solidarietà personale – afferma – ed un plauso per il lavoro svolto in questi anni. Ma l'ufficio di presidenza si è già espresso sul punto: il servizio è stato prorogato per sei mesi rispetto alla scadenza prevista, ma dal primo luglio ci sarà un nuovo servizio a costo zero. Non è paragonabile con quello reso in questi anni, ma la decisione è stata anche perché resta comunque attivo il call-center della Regione siciliana”. Nell'ottica della spending review infatti l'Assemblea ha deciso di tagliare servizi esterni per la gestione del centralino, che sarà affidato ad una voce guida che segnalerà all'utente come trovare i numeri sul sito internet dell'Ars.