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VILLABATE

Illuminazione pubblica,
il Comune sospende il contratto


Il Comune avvia le procedure di sospensione dell'appalto per l'illuminazione pubblica e scoppia la polemica. Corrao (Grande Sud): "Si accertino tutte le responsabilità".

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Il consigliere Paolo Corrao
PALERMO - Il comune di Villabate sospende in autotutela l’appalto per l’illuminazione pubblica, ovvero un contratto ventennale bocciato dall’Autorità di vigilanza per i contratti pubblici, e si ritrova a fare i conti con la possibilità di un danno erariale. Questo l’epilogo di una vicenda iniziata alcuni anni fa e sollevata dal consigliere comunale di Grande Sud Paolo Corrao, che adesso chiede a gran voce di individuare tutte le responsabilità. “Si tratta di una decisione presa da un funzionario – commenta il sindaco Francesco Cerrito – che non mi ha neanche consultato. Ho chiesto agli avvocati se si trattasse di una procedure corretta e mi hanno confermato che lo è: ognuno si prende le sue responsabilità. Se ci sarà un danno erariale ci rivarremo su chi lo ha provocato”.

Ma andiamo con ordine. La vicenda comincia nel marzo del 2010 quando l’allora giunta, guidata dal sindaco Gaetano Di Chiara (assenti gli assessori Dario Bua e Giovanni Scalici), decide di affidare, tramite gara europea, il rifacimento e la manutenzione dell’impianto di illuminazione pubblica della cittadina (che conta circa 2.200 punti luce) alle porte di Palermo, vista la scadenza della precedente convenzione. Un appalto della durata di vent’anni, con due anni di eventuale rinnovo, al costo (a base d’asta) di 7,8 milioni: Rup è l’architetto Agata Bazzi, dirigente comunale del servizio tecnico di Villabate e oggi anche assessore al comune di Palermo con il sindaco Leoluca Orlando. Il progetto prevede l’ammodernamento di tutto l’impianto di illuminazione mediante tecnologie innovative e all’insegna del risparmio energetico e della lotta all’inquinamento luminoso, che diventerebbe proprietà del Comune mentre all’azienda vincitrice toccherebbe (per vent’anni) il servizio di gestione e manutenzione e il costo del consumo di energia.

E la procedura va avanti, con tanto di riformulazione del bando (che viene ritirato in prima battuta) e aggiudicazione (alla Citelum Sa con un ribasso del 22 per cento, per un totale di sei milioni e spiccioli), ma contemporaneamente cominciano anche le polemiche politiche e non mancano anche alcune prese di distanza da parte di alcuni burocrati comunali. A contrastare l’appalto è soprattutto Corrao, che in un ordine del giorno del febbraio 2011 punta il dito sui costi eccessivi a cui aggiungere le spese di manutenzione per atti vandalici. “Mi chiedevo perché spendere questi milioni in vent’anni se poi anche la manutenzione era a carico del Comune – spiega Corrao – e quali investimenti venivano previsti. Inoltre il consiglio comunale non ha mai avuto la possibilità di votare un atto di indirizzo specifico”.

A finire sul banco degli imputati sono soprattutto i costi elevati. “L’allora segretario generale - continua Corrao – aveva dato parere negativo sul progetto, visto che era possibile, grazie ai risparmi dovuti al costo energetico, una gestione a costo zero. Se praticamente ovunque i comuni riescono a fare tutto a costo zero con il risparmio energetico, perché qui avremmo dovuto pagare un’enormità? E poi nello studio di fattibilità c’era un costo di energie elettrica calcolato sul parametro domestico, ovvero 14 centesimi, e non quella per la pubblica illuminazione che si ferma a 0,0002”.

Una querelle politica che si trascina per mesi, tra mozioni e interrogazioni e risposte dell’amministrazione attiva, fino a quando il 7 febbraio del 2012 il Comune si vede recapitare una lettera dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici che, su sollecitazione di Corrao, avvia un’istruttoria sull’appalto contestando la sua durata ventennale, l’eventuale proroga di due anni e la “mancata indicazione dell’appalto negli strumenti di programmazione dell’ente” come il bilancio pluriennale. Un’indagine che porta l’Autorità, quasi un anno dopo (a marzo 2013), a invitare il Comune ad adottare “iniziative in autotutela” che, puntualmente, arrivano dopo qualche mese. Una bocciatura in piena regola, quella dell’Autorità, che dando ragione a Corrao contesta due aspetti: in primis il finanziamento tramite terzi, visto che i costi saranno tutti a carico della stazione appaltante (ovvero il comune di Villabate) e non della ditta, il che rende la durata ventennale eccessiva; in secondo luogo la proroga di due anni, considerata illegittima.

Una doccia fredda per il sindaco che a fine aprile chiede un’audizione urgente all’Autorità (non concessa), forte anche delle controdeduzione della Bazzi che invita il Comune a resistere, a diffidare l’Authority “a continuare a sollevare osservazioni che non hanno riscontro normativo” e a intraprendere eventualmente azioni risarcitorie e legali. Uno scontro in piena regola, dunque, che si conclude, almeno per il momento, con la nota del 7 giugno, firmata dall’architetto Franco Abbate, che avvia la sospensione in autotutela del contratto, con buona pace di chi se lo era aggiudicato e di tutte le spese finora sostenute dal Comune.

La Bazzi non rilascia dichiarazioni, ma ha consegnato al Comune un parere legale per difendere il proprio operato che “rientra nella piena legittimità degli atti e nell’assoluto rispetto delle normative e delle procedure vigenti”. Il parere legale ribadisce il finanziamento tramite terzi, specificato nello studio di fattibilità, e giustifica la durata ventennale del contratto,ribadendo un risparmio di 1,7 milioni per il Comune a fronte del rifacimento dell’impianto. Motivazioni che però non sono bastate a fermare la revoca in autotutela.

“Gli aspetti negativi sono tanti – commenta Corrao - al di là delle violazioni di legge già decretate da parte dell’autorità di vigilanza, il progetto definitivo, che valeva 8 punti su 100 di valutazione complessiva ai fini dell’aggiudicazione, ha determinato che la ditta aggiudicataria vincesse con un progetto che prevedeva la conversione in led dei solo assi principali (corso Vittorio, Viale Europa, Via Giulio Cesare), cosicché le stradine secondarie provviste di corpi illuminanti vetusti e fatiscenti giustifichino 60.000 euro annuali di sola manutenzione ordinaria. E in nessun articolo del contratto stipulato si fa cenno degli oneri derivanti dal risparmio energetico ottenuto dalla conversione in led. Ci si chiede inoltre perché le controdeduzioni inviate all’autorità siano a firma di una professionista che è tutt’oggi in aspettativa. Esprimo la mia assoluta soddisfazione per la competente valutazione e disponibilità dell’autorità di vigilanza e mi auguro che i villabatesi valutino i prossimi politici per il loro operato e non per le promesse elargite in campagna elettorale”.