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Omicidio del vigile urbano

Raffica di interrogatori
Due colleghe: voleva uccidersi


Nella notte sono stati interrogati diversi pregiudicati della zona di Altarello. Gli investigatori vogliono vederci chiaro: sull'ipotesi di una rapina finita nel sangue ci sarebbero troppi dubbi. E spunta una nuova ipotesi.

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PALERMO - Chi ha ucciso Mirko Vicari? E' stata una rapina finita in tragedia oppure una punizione? La prima ipotesi resta quella privilegiata, ma i dubbi ci sono. E non sono pochi. Nella notte gli uomini della squadra Omicidi della Mobile, guidati da Carmine Mosca, hanno sentito una sfilza di piccoli pregiudicati. Tra questi, alcuni residenti nella zona in cui è avvenuto l'omicidio, Altarello. Nessuno però, ha fornito indicazioni utili alle indagini.

Difficile, però, che il loro silenzio sia genuino. Altro interrogativo: vogliono coprire qualcuno oppure aspettano che uno dei rapinatori si costituisca e salvi il suo complice? Nella casa di via Scillato, infatti, sarebbero entrate più persone. Impossibile pensare di andare via con un televisore senza l'aiuto di qualcuno. A suffragare l'ipotesi del furto ci sono le parole che Vicari ha pronunciato alla compagna al telefono: "C'è la porta aperta, sto entrando... ho il colpo in canna... chiama la polizia...".

Poi il vigile urbano avrebbe tentato di reagire, di difendersi, di salvaguardare quei pochi oggetti che aveva in casa, in un'umile palazzina al civico 20. E così, la colluttazione col malvivente e il colpo mortale al petto, che non gli ha lasciato scampo. Il proiettile ha trafitto Vicari con una traiettoria dall'alto verso il basso, una circostanza che confermerebbe l'ipotesi della lite. In ballo, però, c'è l'ipotesi della vendetta. Qualcuno voleva ammazzarlo e ha simulato il furto.

E quello sparo? Un rumore sordo ha rotto improvvisamente il silenzio ad ora di pranzo, poco prima che il vigile si recasse al lavoro: qualcuno deve averlo sentito, chi abita nella zona potrebbe essersi affacciato al balcone, vedendo scappare qualcuno o magari soltanto la sua ombra. Fatto sta che fino ad adesso nessuno si sarebbe fatto avanti. La polizia spera proprio che siano gli interrogatori a fornire elementi importanti.

Vicari era un vigile che operava anche con fermezza se necessario. E potrebbe avere scatenato la reazione di qualcuno che aveva controllato e magari multato. Si occupava di stanare gli ambulanti abusivi. E poi potrebbero esserci stati dei contrasti nati in un altro contesto lavorativo. Sembrerebbe, infatti, che Vicari facesse un doppio lavoro per arrotondare gli ottocento euro al mese di stipendio. I poliziotti su delega dei pubblici ministeri Maurizio Scalia e Sergio Demontis si stanno muovendo a trecentosessanta gradi. Vogliono anche capire perché da alcuni giorni vivesse a casa dalla madre. Aveva paura di qualcosa?

Due colleghe: voleva farla finita.
Due colleghe di Mirco Vicari, il vigile urbano morto ieri a Palermo, sono state sentite in questura. Secondo quanto riferisce l'Ansa, l'agente di polizia municipale avrebbe confidato alle due donne che voleva farla finita a causa delle pessime condizioni economiche, raccontando che se avesse commesso l'estremo gesto, avrebbe fatto in modo di farlo apparire un omicidio. Gli investigatori dal primo momento avevano dubbi sulla rapina, commessa in pieno giorno nella modesta casa di un uomo che guadagnava 900 euro al mese.