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GESIP

Cgil, Cisl e Uil chiedono
le dimissioni del liquidatore


Dopo la sentenza su Gesip, i sindacati confederali chiedono le dimissioni del liquidatore Carlo Catalano.

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catalano, gesip
PALERMO - La Gesip non può fallire, e a ribadirlo, per la seconda volta in sei mesi, è il tribunale fallimentare di Palermo. Una notizia che ha già messo in fibrillazione i sindacati, che adesso chiedono le dimissioni del liquidatore Carlo Catalano.

"Le rsa Charlie Biondolillo, Salvatore Di Fiore e Mauro Giannotta - si legge in una nota - in virtù della mancata trasparenza e dell’utilizzo di ingenti somme di denaro per perseguire fini non a garanzia dei lavoratori e del relativo Tfr, chiedono le dimissioni del liquidatore", tuonano i sindacalisti di Cgil Filcams, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. A finire sotto accusa i 54mila euro spesi per pagare il professionista che si è occupato di redigere la seconda istanza di fallimento.

“La decisione del Tribunale ribadisce quanto detto dalla Uiltucs da tempo, cioè che le aziende di diritto privato che non sono commerciali e non possono fallire: lo afferma Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia, in merito al rigetto della seconda istanza di fallimento della Gesip, municipalizzata del Comune di Palermo. “Adesso – conclude Flauto – attendiamo l’incontro con Crocetta e l’amministrazione comunale per garantire la proroga alla cassa integrazione del lavoratori fino al 31 dicembre e studiare il piano di riordino di tutte le partecipate che presentano i medesimi problemi. I dipendenti vogliono lavorare e bisogna al più presto mettere mano al piano di rilancio dell’azienda”.