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Incontro Sis-Amat
Più vicina la firma


Domani l’azienda incontra l’Amat e i sindacati per definire il nuovo accordo e incassare finalmente i finanziamenti statali e regionali. I sindacati chiederanno il ritiro delle procedure di licenziamento.

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PALERMO – Ore cruciali per la sorte del tram di Palermo. Domani la Sis, il consorzio di imprese incaricato della realizzazione, incontrerà l’Amat, che dell’opera è la stazione appaltante. Sul tavolo ci sarà la firma (o meno) dell’atto di novazione che permetterebbe di rinnovare le polizze assicurative degli operai (da oltre un mese coperte giorno per giorno) e l’accordo fino a fine lavori fra l’azienda e la partecipata. Sempre per domani è previsto un incontro fra l’azienda e i sindacati confederali, che hanno intenzione di chiedere ancora una volta il ritiro delle procedure di licenziamento dei 120 operai avviate il 15 maggio scorso.

Il tempo stringe perché dalla prossima settimana, in mancanza di novità positive, inizierà la trattativa per il licenziamento collettivo presso l’ufficio provinciale del lavoro. La strada degli esuberi è dovuta alla carenza di liquidità attraversata dalla stessa Sis a causa del ritardo degli stanziamenti regionali e statali. Comune e Regione, che hanno mostrato di non gradire la scelta dell’azienda, hanno reagito imprimendo una decisiva accelerazione all’iter burocratico.

Il 13 giugno Palazzo d’Orleans ha firmato il decreto di finanziamento che stanzia gli 87 milioni per la perizia di variante. Quattro giorni dopo il decreto è finito nelle mani dei giudici della Corte dei Conti per essere registrato. “Confidiamo che la Corte possa esperire in breve tempo la registrazione – dice a Live Sicilia l’assessore comunale alla Mobilità, Tullio Giuffrè –, come già accaduto per la convenzione del 23 maggio. L’Amministrazione ha già predisposto gli atti per la richiesta di accredito delle somme”.

Proprio sulla certezza materiale del finanziamento si sono fondati finora i tentennamenti del consorzio, che ha tardato a firmare il rinnovo e a ritirare ufficialmente i licenziamenti in attesa che si sbrogliasse la matassa burocratica. L’atto di novazione comprende sia il piano di rientro dai debiti con i fornitori, ritenuto imprescindibile dall’azienda, sia la definizione di un nuovo cronoprogramma: il completamento dei lavori è stabilito entro l’estate del 2015 per le tratte 1 e 2 e fra settembre e ottobre dello stesso anno per la tratta 3.

Resta per il momento congelato l’altro grosso finanziamento statale, quello da 52 milioni del Ministero delle Infrastrutture: “Quando la Regione ci ha notificato la registrazione della convenzione – afferma Giuffrè – noi abbiamo subito chiesto la reiscrizione nel bilancio dello Stato di questi fondi. Ma per un atto di questo tipo ci vorrà qualche mese”.

Nel frattempo le operazioni di scavo procedono con una certa regolarità, mentre vanno più a rilento i lavori sulla linea ferrata a causa della carenza di materiale, altra conseguenza della scarsa disponibilità economica dell’azienda. Da parte dei sindacati c’è ovviamente “soddisfazione e fiducia che tutto possa finalmente risolversi per il meglio – dicono Piero Ceraulo della Fillea Cgil, Paolo D’Anca della Filca Cisl e Raffaele Montaperto della Feneal Uil –. È probabile che, stando alle notizie non ancora ufficiali, la Sis potrà al più presto sottoscrivere l’accordo e ritirare le procedure. Altrimenti è concreto il rischio che dalla prossima settimana l’ufficio provinciale del lavoro ci convochi per portare avanti i licenziamenti”.