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La rivolta di Niscemi

Sgratta e vinci


Un'azione semplice nella nostra vita: prendere il 'Gratta e vinci'. Ma c'è chi dice no e preferisce scrivere a Napolitano.

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niscemi, no gratta e vinci, Caltanissetta
No al Gratta e vinci
NISCEMI (CALTANISSETTA) - Alzi la mano chi nella vita non ha mai tentato la fortuna acquistando un biglietto 'gratta e vinci'. Sono davvero pochi quelli che rinunciano al 'fascino' del bigliettone da grattare e sfidano la sorte nella speranza di una vincita. Milionaria, magari. Nonostante la crisi, infatti, le casse delle lotterie continuano ad essere rimpinguate quotidianamente in un giro d'affari impressionante per i monopoli di Stato.

C'è chi investe una 'fortuna', è il caso di dirlo, nei biglietti magici, talvolta anche mezzo stipendio (nei casi più gravi anche tutto), chi invece è un habitué delle rivendite e sceglie un giorno alla settimana per concentrarsi sul bigliettone e chi invece senza pensarci due volte rifiuta il resto del tabaccaio prendendo disinteressatamente in cambio una scheda. Insomma, quella del 'gratta e vinci' è diventata una vera e propria mania che non conosce età, studiata persino da psicologi e antropologi.

E a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, i "grattatori" sono diventati davvero tanti. Se ne sono accorti i componenti del direttivo del Lions Club che hanno perciò deciso di fondare un movimento "No gratta e vinci". Fanno sul serio, loro, ed hanno scritto infatti al Presidente della Repubblica, della Camera, del Senato e del Consiglio dei Ministri. Nella lettera Salvatore Ravalli e Giuseppe d'Alessandro, presidenti rispettivamente del locale Lions Club e del comitato sviluppo e problematiche sociali denunciano come "la febbre del gioco ha oramai pervaso quello che era un popolo di santi, poeti e navigatori, al punto che questa nuova malattia, la ludopatia così la chiamano - è diffusa tra il 4% della popolazione".

"Ci rivolgiamo a Lei - scrivendo al Capo dello Stato - perché questa problematica ha raggiunti livelli preoccupanti in un momento in cui la crisi galoppante e le incertezze sul futuro non fanno che aggravare la situazione. E come in tutte le malattie, a farne maggiormente le spese sono i soggetti più deboli. Gli anziani in modo particolare. Proprio a loro - incalzano - questo Stato ha preparato la polpetta avvelenata: vendere l'illusione di arricchirsi adescandoli proprio nei luoghi da loro maggiormente frequentati cioè gli uffici delle Poste Italiane; li, andando a riscuotere la pensione, 'comprano' i gratta e vinci, creando nelle famiglie dissidi e problemi, anche di sopravvivenza". E tuonano: "Ingannare le persone deboli rasenta l'attività criminale ed è immorale che a tenere il banco del gioco d'azzardo, perché questo è, sia proprio lo Stato!".

Ravalli e D'Alessandro che hanno indirizzato la missiva anche alla società Poste Italiane la lettera, definiscono "la nostra bella Italia, come la nazione di Pulcinella; da una mano dà la pensione e dall'altra se la riprende in maniera infida e subdola", proseguono paragonando lo Stato ad "un pedofilo che offre caramelle ai bambini...". E si pensa già ad un'azione collettiva con il movimento "NoGrattaeVinci", confidando nel supporto dei Lions Club d'Italia perché "la nostra denuncia abbia ampia risonanza". Intano, proprio oggi, il Presidente della Camera Boldrini ha fatto pervenire al Club di Niscemi una nota in cui si impegna a trasmettere alla Commissione parlamentare competente "la vostra lettera, affinché i deputati che ne fanno parte possano prenderne visione ed assumere le iniziative che riterranno appropriate".