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PALERMO, VIA NOTARBARTOLO

Una maglia rosanero all'albero Falcone
"Giovanni è il nostro capitano"


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La maglia del Palermo posta all'albero Falcone

Un gruppo di tifosi rosanero si è riunito davanti l'Albero Falcone per lasciare una maglietta in onore del magistrato. L'ex attaccante del Palermo piange in conferenza stampa e chiede scusa alla città.

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PALERMO - “Quel fango di Falcone” queste le parole con cui Fabrizio Miccoli ha descritto il magistrato ucciso dalla mafia il 23 maggio 1992. Ma i tifosi non ci stanno e si organizzano immediatamente per dare un segnale forte alla città di Palermo, per dire che loro non sono con la mafia ma contro l'associazione criminale. Si sono riuniti in via Notarbartolo davanti uno dei luoghi simbolo dell'antimafia, quell'Albero Falcone dove negli anni sono stati migliaia i messaggi lasciati nel ricordo del magistrato. È stata l'occasione per lasciare un altro simbolo, una maglietta del Palermo. Un'iniziativa nata su Facebook che ha subito attecchito tra moltissimi sostenitori dei colori rosanero.

“Inizialmente la maglietta che dovevamo deporre era una con il nome di Giovanni Falcone – ha affermato Marco Lugaro, organizzatore della manifestazione – invece ognuno ha deciso di portare magliette e bandiere del Palermo”. Un albero tutto rosanero, dunque, con coreografie e cori da stadio. “Chi non salta un mafioso è”, “Giovanni Falcone uno di noi” hanno intonato i tifosi.

“Noi siamo dalla parte di Giovanni Falcone sebbene lui non sia più con noi fisicamente noi lo sentiamo ancora uno di noi – ha proseguito Lugaro - oltre alle scuse di Miccoli io mi aspetto qualcosa di più, perché le scuse sono troppo poco rispetto a quello che ha detto. Spero che lui magari fra un anno possa venire a festeggiare qualcosa davanti all'albero Falcone”.

Sono delusi i tifosi che da sei anni a questa parte hanno guardato Miccoli con venerazione: “Siamo qui per deporre la maglietta del Palermo sotto l'albero Falcone per ribadire che i palermitani hanno come eroi persone che hanno dato la vita per la lotta contro la mafia - ha affermato Emanuele Vella, tifoso del Palermo – quello che Miccoli ha affermato mi ha scosso, perché da sei anni a questa parte era un esempio per noi ragazzi, non solo a livello calcistico ma anche a livello umano. E secondo me il suo comportamento non può trovare perdono”.

Apprezzamento e gratitudine per la manifestazione di oggi arrivano da Maria Falcone, sorella del magistrato, che oggi non ha potuto prendere parte all'iniziativa. Ha infatti affermato che il fratello credeva e praticava lo sport e ne riconosceva l'importanza e il valore formativo nei giovani. "Quello di oggi è un gesto importante dunque per ristabilire la posizione di tanti tifosi che prendono le distanze dalle gravissime parole dell'ex capitano rosanero".