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domenica 30 giugno

Eremo di San Benedetto
Torna ad accendersi la croce


Si riaccende la croce sull’eremo di San Benedetto il Moro: impianto innovativo realizzato con led e alimentato da un sistema fotovoltaico.

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PALERMO - Dopo undici anni tornerà ad accendersi la croce dell’eremo di San Benedetto il Moro, patrono assieme a Santa Rosalia, della diocesi di Palermo. Per riattivarla è stato realizzato un impianto innovativo e a bassissimo impatto ambientale, utilizzando sorgenti a led ed energia fotovoltaica, che sarà messo in funzione domenica 30 giugno, al termine della processione del simulacro del santo a cui parteciperà il sindaco Leoluca Orlando.

L’intervento di manutenzione straordinaria è stato deciso dal Comune di Palermo ed è stato realizzato da Amg Energia Spa. L’impianto elettrico che illuminava la croce, che si trova accanto alla cappella di San Benedetto, alle pendici di Monte Grifone, sopra il convento di Santa Maria di Gesù, era alimentato da una linea aerea, realizzata negli anni Settanta: era stato disattivato nel 2002 per motivi di sicurezza (sicurezza statica dei pali, isolamento dei conduttori, incendi che hanno danneggiato irreparabilmente la linea). Adesso la croce verrà riaccesa con l’uso di sorgenti a led che permetteranno, rispetto alle fonti tradizionali, di illuminare la croce con potenze basse e di un impianto fotovoltaico che eviterà il costoso intervento di ripristino di pali e linea aerea.

“I cittadini riscopriranno la croce che segnala l’eremo di San Benedetto il Moro, un luogo suggestivo ma poco conosciuto – sottolinea il presidente di Amg Energia Spa –. La croce illuminata tornerà ad essere visibile da buona parte della città attraverso un intervento che ha combinato tecnologia e massimo rispetto per l’ambiente”.

L’illuminazione della croce sarà garantita da strisce di led da 58 watt complessivi, installate dentro l’apposito vano della struttura (dove prima erano collocate lampade ad incandescenza e tubi fluorescenti) alimentate da un impianto fotovoltaico “stand-alone”, cioè isolato dalla rete elettrica pubblica, collocato a circa 20 metri dalla croce, in una posizione irraggiata dal sole ma comunque nascosta dalla vegetazione, in modo da non essere visibile dalla città e dalle zone limitrofe della cappella.

L’impianto, infatti, ha un impatto ambientale quasi nullo (led installati all’interno della croce, cavi posati dentro una tubazione in polietilene direttamente poggiata sul terreno, nascosta dalla vegetazione, pannelli fotovoltaici installati su una struttura di dimensioni contenute, tra le rocce e in una posizione non visibile): essendo la zona soggetta a vincolo paesaggistico, ha ottenuto il benestare della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali. Il regolatore di carica dell’impianto fotovoltaico gestirà automaticamente l’accensione della croce, al crepuscolo, e il suo spegnimento, mantenendo in funzione ogni giorno i led per sette ore.