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Ior, corruzione e truffa
In manette un alto prelato


Un alto prelato, un funzionario dei Servizi segreti ed un broker finanziario sono finiti in manette nell'ambito su un'indagine sullo Ior. Le accuse ipotizzate sono corruzione e truffa.

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ROMA – Tre arresti, questa mattina, nell' ambito di un'indagine sullo Ior in corso alla procura della Repubblica di Roma. A finire in manette con le accuse di corruzione e truffa sono stati un alto prelato, un funzionario dei Servizi segreti ed un broker finanziario.

Tra gli arrestati figura monsignor Nunzio Scarano, responsabile del servizio di contabilità analitica dell’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), l’organismo che gestisce i beni della Santa Sede. Le altre due persone arrestate sono l’agente dell’Aisi Maria Zito e il broker Giovanni Carenzio.

La vicenda giudiziaria ruota intorno ad un accordo tra Scarano e Zito finalizzata a far rientrare in Italia dalla Svizzera venti milioni di euro a bordo di un jet privato. Tra i reati contestati, inoltre, figura anche la calunnia.

I tre uomini sono stati arrestati da militari del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza. I provvedimenti, dopo le indagini svolte dal nucleo valutario della Gdf, sono stati chiesti dalla procura di Roma. Le richieste sono state accolte dal gip della capitale, Barbara Callari. Proprio due giorni fa, infine, Papa Francesco aveva istituito una commissione referente sull'Istituto per le opere di religiose.