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Polizzotto: "Interventi su settori 'caldi'
Vado via (anche) per questo"


Parla Stefano Polizzotto: "Lascio la guida della Segreteria tecnica perché sono stanco dei continui attacchi alla mia professione di avvocato. Certamente, però, qualcuno non ha preso bene il fatto che per la prima volta il governo abbia toccato alcuni tasti dolenti della Regione". Guarda il video in cui Polizzotto annuncia le sue dimissioni.

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crocetta, polizzotto, regione, Politica
PALERMO - “Non voglio più che si pensi che io sfrutti questo ruolo per favorire la mia professione di avvocato. Se ricevo molti incarichi è perché sono bravo". Il “ruolo” è quello di capo della Segreteria tecnica di Rosario Crocetta. E l'avvocato “bravo” è Stefano Polizzotto. Che ha deciso di dimettersi da quell'incarico. Una notizia piombata nel pieno di una conferenza stampa convocata dal presidente. Che ha accolto la notizia con un misto di sorpresa e di imbarazzo. “Perché deve comunicarmi queste cose in conferenza stampa?” protesta il governatore. In realtà, era più imbarazzo che sorpresa. Perché la notizia delle dimissioni era già giunta a Crocetta direttamente dal suo collaboratore: “Ne parliamo da giorni. Lui sapeva – racconta Polizzotto - che ero stanco, che non volevo più andare avanti”.

Pochi giorni fa, sui giornali era rimbalzata la notizia di una indagine a suo carico. Secondo gli inquirenti, Polizzotto avrebbe ottenuto un "vantaggio patrimoniale" legato al conferimento di due incarichi professionali da 82mila euro complessivi. Incarichi che sarebbero stati "ingiustificati". Oltre a Polizzotto, sono indagati anche tre dirigenti dell'ospedale Cervello. Adesso la Procura si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per i reati di abuso d’ufficio e truffa. L’avviso di conclusione delle indagini, firmato dal sostituto procuratore Gaetano Paci, è stato notificato oltre che a Polizzotto anche a Francesco Falgares, ex manager del Cervello, a Roberto Colletti, ex direttore amministrativo e Giuseppe Ferrara, ex direttore sanitario del Cervello e oggi al San Raffaele Giglio di Cefalù.

“Il motivo per cui vado via – commenta Polizzotto - non è certamente questo. La vicenda giudiziaria la chiarirò nelle sedi opportune. E sia chiaro a questa storia mi ritengo estraneo. Mi viene contestato che avrei ricevuto quei soldi senza svolgere alcun lavoro. Falso. Sono andato persino a contarli: ho prodotto in quell'occasione ben 24 pareri scritti”.

Quindi il “motivo” non starebbe, secondo Polizzotto, nell'inchiesta. Ma altrove. Cioè in una serie di critiche sul gran numero di incarichi di consulenza legale e di amministratore, accumulati negli ultimi anni dal professionista. “Nessuno pensi – tuona oggi Polizzotto – che io abbia approfittato del mio ruolo di capo della Segreteria tecnica per ottenere incarichi. Molti mi sono stati conferiti prima della chiamata nello staff di Crocetta. Ma oggi sono un po' stanco. Non consentirò a nessuno di offuscare la mia professione con attacchi strumentali. Vado via”.

A dire il vero, gli incarichi sono tanti. Da quello nel cda della Sas, la mega società partecipata della Regione nata dalla fusione di Mulstiservizi, Biosphera e Beni culturali spa, alla consulenza legale per l'Irsap, l'Istituto regionale per le attività produttive che ha inglobato le undici Asi siciliane.

E ancora, ecco le consulenze ancora vigenti per la Fondazione San Raffaele-Ospedale Giglio di Cefalù e l’Ato Ambiente CL 2. O quelle ottenute in passato dall’Azienda Policlinico di Palermo, il Comune di Licata, quello di Trapani, quello di Alcamo, quello di San Salvatore di Fitalia, e la Provincia di Caltanissetta.

“La mia professione – spiega però Polizzotto – l'ho costruita tutta sul mio sudore e sulle mie capacità. Non sopportavo più di mettere in correlazione il mio ruolo con questi incarichi. Io faccio il professionista da tanti anni, mica dagli ultimi dieci mesi...”. E tra gli incarichi ottenuti anni addietro, anche quello conferito dall'allora candidato sindaco di Gela Rosario Crocetta. Un ricorso contro il temporaneo vincitore di quella tornata elettorale, rivale di Crocetta. Ricorso andato a buon fine. Non un fatto da poco, visto che quella vittoria elettorale darà un enorme slancio alla carriera politica del futuro governatore: “Io – racconta Polizzotto - ho voluto dare una mano al presidente, accettando l'incarico di capo della Segreteria tecnica. E ho fatto tantissimo per lui, in questo ruolo. Continuerò a farlo da semplice avvocato, visto che il nostro rapporto di collaborazione va avanti da oltre undici anni”.

Un rapporto che, a dire il vero, potrebbe non interrompersi affatto. Durante la conferenza stampa, il presidente Crocetta s'è lasciato scappare: “Credo che continuerò ad avvalermi della professionalità di Polizzotto, magari come consulente. Il mio gabinetto non può forse far ricorso a un avvocato esterno?”. Polizzotto non smentisce, ma precisa: “Io potrei anche accettare una proposta simile – dice – a patto che la consulenza sia gratuita. Aiuterò il presidente, ma non voglio un euro. Non credo mi possano impedire di collaborare con lui”.

Il segno, comunque, di un rapporto saldo. “Abbiamo parlato – dice infatti Polizzotto - a lungo in questi giorni. Io ho fatto un ragionamento chiaro: ho una professione da tutelare. Il presidente ha capito benissimo e mi è venuto incontro. La decisione è stata condivisa. Ho vissuto comunque – prosegue Polizzotto – un'esperienza meravigliosa, bellissima. Abbiamo fatto delle cose che cambieranno la Sicilia. Come tutte le cose, c'è bisogno di tempo per vederne i veri effetti”. E il collaboratore di Crocetta rivendica in particolare due “successi”: “Innanzitutto il lavoro che abbiamo fatto sul bilancio. Un bilancio vero, che si fonda su poste vere, per la prima volta. E poi penso allo sforzo che stiamo facendo sulla Programmazione dei Fondi comunitari che può davvero dare uno sprint alla Sicilia”.

Per lui, che ha recitato il ruolo di “cerniera” tra la politica e la burocrazia, tra i dipendenti regionali “esistono tantissime risorse, anche ben nascoste, da portare fuori, C'è tanta gente brava e spesso marginalizzata. Tanta gente che sa lavorare. Forse – spiega Polizzotto - un certo modo di fare politica del passato ha mortificato molti dipendenti, in tutti i dipartimenti”. Ma non sono mancati, nei mesi, le critiche del governatore alla burocrazia regionale. Crocetta ha persino parlato di sistema “paramafioso”: “Paramafioso? Non so. Certamente un sistema di malaffare c'è. Le inchieste parlano chiaro. E molte cose emergeranno nei prossimi mesi”. Insomma, la “rivoluzione” è ancora all'inizio. E l'avvocato ha anche chiaro quali siano i settori con maggiori “incrostazioni”: “Il settore dove serviva un intervento massiccio è quello della Formazione. È evidentemente il più inquinato. Ma anche sul Territorio c'è da fare molto, così come al Turismo. In questi mesi – prosegue Polizzotto - Abbiamo fatto di tutto e di più. Stiamo entrando in profondità. E non è escluso – conclude – che l'attacco nei miei confronti fosse dovuto a questo. Abbiamo toccato i tasti più sensibili della Regione. Forse qualcuno non è rimasto contento”.