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Il giudizio

Sanità, più esterni
Ma si spende di meno


Nel 2012 la spesa complessiva per la salute dei siciliani  è stata di 9 miliardi e 388 milioni di euro: rispetto al 2011 sono 403 milioni in meno. Crescono però gli incarichi ad esterni: il record è dell'Asp di Trapani.

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L'ex assessore alla Salute Massimo Russo
PALERMO - Diminuisce la spesa sanitaria nel 2012. A dirlo è la Corte dei conti nel giudizio di parifica del rendiconto 2012 della Regione. Da un lato viene sottolineato questo dato positivo, dall’altro però sono diverse le situazioni critiche sotto la lente di ingrandimento. E riguardano soprattutto le singole aziende sanitarie.

Secondo il rapporto della Corte “il numero delle consulenze e degli incarichi a collaboratori esterni, conferiti dalle Aziende sanitarie provinciali e dalle aziende ospedaliere nel 2012, è stato complessivamente di 595”, superiore ai 520 del 2011. Questo costa nel complesso 10 milioni e 500mila euro, per metà assorbiti dalle Aziende sanitarie e per metà dalle Aziende ospedaliere. Il record di incarichi ad esterni è dell’Asp di Trapani, che ne ha avuti 48 nel 2012. Segue le aziende di Siracusa con 48, di Catania con 46, di Ragusa con 32, di Agrigento con 26, di Caltanissetta con 20, di Palermo con 19, di Enna con 10, di Messina con tre. Tutte le aziende ospedaliere e universitarie invece mettono assieme 343 incarichi ad esterni, di cui 79 co.co.co e 62 borsisti.

Intanto nel 2012 la spesa complessiva per la salute dei siciliani  è stata di 9 miliardi e 388 milioni di euro: rispetto al 2011 sono  403 milioni in meno, con  un utile di 4,5 milioni. La stessa Corte  sottolinea poi che  la spesa è ancora alta, tanto da assorbire il 52,27 per cento dell'intera spesa della Regione. Per alcune patologie quindi resta alto il tasso di mobilità: i siciliani che vanno a curarsi lontano dall’Isola costano 235 milioni di euro all’anno, un dato pressoché identico rispetto al 2010. A testimoniare una crescita dal punto di vista qualitativo della sanità siciliana è invece l’aumento della cosiddetta “mobilità attiva”, ovvero i ricoveri e le prestazioni specialistiche in Sicilia di soggetti provenienti  fuori dalla regione. Questo regala alla Sicilia un tesoretto di 56 milioni di euro, in crescita rispetto ai 50 milioni del 2011. Cala in modo netto anche la spesa per l’assistenza farmaceutica, che passa da 987 milioni a 913 milioni.

Tra gli elementi critici la Corte segnala poi il peggioramento del deficit strutturale di alcune aziende sanitarie e la spesa aggiornata per l'acquisto di beni strumentali. "Gli acquisti - dice la Corte - sono ancora prevalentemente effettuati con il ricorso a procedure negoziate, spesso artificialmente frazionate e a proroghe di contratti". Per questo la spesa per l'acquisto dei beni in Sicilia è aumentata del 3,7 per cento mentre la media nazionale è dello 0,4. La Corte riconosce comunque che la Regione si sta "ben orientando": oltre a prevedere vincoli e condizioni restrittive nelle gare, ha istituito una commissione per una verifica su tutte le gare d'appalto.  Se la situazione migliora a livello regionale, l’analisi delle singole aziende  evidenzia ancora situazioni particolarmente critiche.