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L'omicidio ad Altarello

Delitto di via Scillato avvolto ancora nel mistero
Mirko Vicari sorpreso alle spalle


Cosa è successo nell'appartamento di via Scillato, a Palermo, dove è stato trovato il cadavere di Mirko Vicari? L'ipotesi principale resta l'omicidio. La vittima sarebbe stata colta di sorpresa.

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Mirko Vicari
PALERMO - Quattro giorni dopo la morte di Mirko Vicari la svolta investigativa non è arrivata.

C'è un fascicolo aperto in Procura per omicidio. Un fascicolo ancora a carico di ignoti, sul quale qualcuno fa aleggiare il sospetto di un suicidio. Un sospetto, nulla di più. Niente, però, può essere escluso a priori. Il fatto che i magistrati cerchino l'autore di un omicidio la dice lunga su quanto l'ipotesi suicidio venga presa in considerazione.

L'autore o gli autori del delitto. L'autopsia ha stabilito che il trentottenne vigile urbano è stato ucciso da un colpo partito dalla sua pistola di ordinanza. Un proiettile di calibro 9 gli ha trafitto il petto seguendo una traiettoria dall'alto verso il basso. E non ci sono segni di colluttazione. Non è escluso che nel modesto appartamento di via Scillato qualcuno abbia sorpreso Vicari alle spalle, dando la possibilità ad un complice di disarmare il vigile. Che potrebbe avere fatto resistenza. Poi, il colpo mortale. Il tutto ascoltato al telefono dalla compagna del poliziotto muncipale che la vittima aveva chiamato appena si era accorto che la porta di casa era stata forzata.

Sono solo ipotesi. Adesso si attendono gli esiti delle indagini scientifiche disposte dal procuratore aggiunto Leobnardo Agueci e dal sostituto Sergio Demontis. Dall'analisi dell'arma, a cominciare dal guanto di paraffina, non dovranno venire fuori solo eventuali impronte digitali, ma anche l'esatta posizione della mano che ha premuto il grilletto. E allora si capirà di più. Per il momento ci sono un fascicolo per omicidio a carico di ignoti, le voci sui propositi di suicidio della vittima - smentiti dai parenti - e una caccia all'uomo ancora aperta.

Certo le voci complicano le indagini. Non aiutano gli investigatori. Innanzitutto, perché rendono ancora più impenetrabile un ambiente, quello del rione Altarello, già ostile. Gli interrogatori non hanno offerto spunti significativi. Nessuno ha visto o sentito qualcosa.