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Il messaggio di Pietro Grasso

"La strage di Ciaculli,
ferita profonda e non sanata"


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Il presidente del Senato, affida al proprio account Facebook il suo pensiero riguardo la strage i cui mandanti restano, dopo mezzo secolo, ancora ignoti.

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PALERMO - Il presidente del Senato Pietro Grasso, in un messaggio su Facebook, ricorda la strage di Ciaculli, di cui si commemora il cinquantesimo anniversario. Questo il pensiero dell'ex magistrato.

"La strage di Ciaculli, oggi al suo cinquantesimo anniversario, continua a rappresentare una delle tante tragedie senza volto della nostra memoria collettiva. L'esplosione di quel 30 giugno 1963 travolse la vita di sette uomini delle forze dell'ordine, lacerando nel profondo il Paese e lasciando una traccia indelebile nella storia di una Sicilia dilaniata dalla lotta interna alla criminalità organizzata. Si è parlato dell'attentato come dell'atto terminale della prima guerra di mafia che vedeva contrapposti i clan Greco e La Barbera, una guerra per la conquista della supremazia nella speculazione edilizia e nel traffico di droga, allora in intensa espansione. Indagini successive ipotizzarono un attacco rivolto ai Carabinieri della Tenenza di Roccella, ed in particolare al loro tenente Mario Malausa, autore dei primi rapporti alla magistratura sulle relazioni tra la mafia e la politica locale. Ancora oggi, però, non sappiamo dare un nome al mandante e agli autori della strage. E' questa una ferita profonda sul nostro cammino comune per la legalità e la giustizia che neanche i cinquant'anni trascorsi possono contribuire a sanare".