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La conferenza stampa a Bagheria

“Mafiosi nelle ville confiscate
e rischio termovalorizzatore”


campanella, ciaccio, grillini, Politica

Per il Movimento cinque stelle una vera e propria "giornata della denuncia". "Dentro Villa Valguarnera un quartiere abusivo e abitato dagli appartenenti alle cosche", attacca il senatore Francesco Campanella. Il deputato regionale Giorgio Ciaccio: "Le carte dimostrano che il governo vuole l'inceneritore. Crocetta cacci il dirigente generale Lupo"

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PALERMO - Nella stessa giornata in cui il presidente della Regione Crocetta denunciava la presunta mano della mafia nella vendita di alcuni terreni dell'Esa, a pochi chilometri, il Movimento cinque stelle convocava una conferenza stampa. A Bagheria, per la precisione. E gli ingredienti erano più o meno gli stessi: Cosa nostra, la terra, le case. E, come se non bastasse, ecco anche l'attacco al governo Crocetta: “La Regione vuole costruire i termovalorizzatori. Il dirigente generale Lupo si dimetta”.

Storie diverse. Ma che finiscono per trasformare la giornata grillina in una “giornata della denuncia”. “Ville abusive e confiscate ai mafiosi, vengono tutt'ora abitate dai proprietari”. Questo l'attacco del senatore Francesco Campanella, che ha anche presentato, lo scorso 18 luglio, un'interrogazione al Senato. A ruota, ecco anche l'interrogazione analoga presentata all'Ars dal deputato Salvatore Siragusa. Il “teatro” è Villa Valguarnera, appartenente alla famiglia degli Alliata che secondo i grillini sarebber stata oggetto di abusi e pesanti pressioni dei rappresentanti delle “famiglie” bagheresi. “Oltre a subire aggressioni e minacce di ogni tipo – racconta Campanella – gli Alliata hanno dovuto ricorrere ad una lunga e costosa attività giudiziaria per impedire la distruzione di questo importante patrimonio culturale”. Un tentativo in molti non andato a buon fine: “Malgrado gli obblighi di inedificabilità totale, - aggiungono i grillini - nel parco storico, infatti, è sorto un intero quartiere abusivo, con tanto di strade, acqua e luce, senza che nessun riscontro sia stato fornito dagli organi competenti alle ripetute denunce degli Alliata”.

Come detto, la questone è finita anche al Senato. Dove Campanella ha presentato una lunga e dettagliata interrogazione parlamentare. E in quel documento, ecco anche i nomi e i cognomi dei presunti mafiosi coinvolti nella storia: si tratta di Gino Di Salvo e Sergio Flamia. Entrambi arrestati in un blitz di qualche mese fa. Il primo è considerato il reggente della famiglia di Bagheria, il secondo il suo “braccio destro”. “Dalle indagini della Dda – scrive Campanella - si apprende che le abitazioni di Gino Di Salvo e di Sergio Flamia, da loro abusivamente realizzate nel parco monumentale vincolato di villa Valguarnera, unico polmone verde superstite a Bagheria, malgrado il provvedimento di confisca della sezione Misure di prevenzione del 2005 a carico di Di Salvo, sono rimaste intatte nonché presumibilmente sanate e continuano ad essere abitate dai proprietari. Nel provvedimento di confisca si legge – prosegue Campanella - che gli immobili erano a disposizione dei latitanti”. Lì, fa sapere il senatore, Di Salvo si sarebbe incontrato anche con Bernardo Provenzano.

E queste storie, come detto, si incrociano con quelle di Villa Valguarnera. Lì nel corso degli anni, nonostante vincoli centenari, sono sorte come funghi case “regolarmente abusive”. “Il proprietario Francesco Alliata di Valguarnera, all'età di 92 anni, - racconta nella sua interrogazione Campanella - sta portando avanti da oltre 20 anni il tentativo di conservazione e tutela, a esclusive spese della famiglia, del complesso monumentale, paesaggistico e botanico di villa Valguarnera; nel corso degli anni non è stato consentito ai legittimi proprietari di intervenire per evitare il degrado del complesso monumentale; sarebbero stati vietati persino la sostituzione di condotte pluviali rotte che allagano stanze e affreschi, il salvataggio dal crollo della preziosa cappella barocca, ormai quasi distrutta”.

Mentre Villa Valguarnera cadeva a pezzi, però, “è proseguita – dice Campanella - la costruzione di manufatti abusivi, con conseguente sdradicamento di alberi secolari, nel parco settecentesco vincolato sin dal 1913. Malgrado i vincoli di inedificabilità totale, recepiti anche dal piano regolatore generale di Bagheria, nel parco storico è sorto indisturbato un intero quartiere, dotato di strade, acqua e luce, e nessun riscontro sarebbe stato fornito, da parte degli organi competenti, alle denunce, agli appelli e le interpellanze di Vittoria e Francesco Alliata, sempre supportati da associazioni, intellettuali, stampa e società civile, italiani ed esteri”. Molte di quelle case, attaccano i grillini, sono ancora abitate dai proprietari. Tra cui i Di Salvo e i Flamia.

Ma, come detto, la giornata della denuncia “a cinque stelle” ha seguito anche un altro filone. Il deputato regionale Giorgio Ciaccio ha puntato l'indice contro il governo regionale. Il tema, sollevato già qualche giorno fa, e smentito seccamente dai diretti interessati, riguardava l'intenzione dell'esecutivo di lavorare alla costruzione di un termovalorizzatore a Bellolampo. Una circostanza, come detto, definita “già superata” sia dalla Regione che dal sindaco Orlando. Ma le cose, secondo i grillini, non starebbero così: “Nei piani della Regione, c’è, eccome, - la denuncia di Ciaccio - l’inceneritore a Bellolampo. E’ per questo che ora Lupo deve dimettersi. E se non lo fa lui deve essere Crocetta a metterlo alla porta per rispetto dei siciliani. E’ tutto nero su bianco – prosegue il deputato regionale - nei verbali della seduta numero 54 della commissione Bilancio del 18 luglio scorso, dove il dirigente generale del dipartimento dell'Energia, Pirillo, dice che 'a fianco dei diversi strumenti di raccolta dei rifiuti, occorre individuarne uno di chiusura del sistema e che, pertanto, non si può prescindere dagli strumenti di valorizzazione energetica, tra i quali gli stessi termovalorizzatori'. Termovalorizzatori – spiega Ciaccio – è solo un modo elegante di definire gli inceneritori, e proprio per evitare di fare pensare subito a questi nella seduta del 18 luglio Pirillo si esibisce in un vera e propria opera di contorsionismo lessicale per affermare, falsamente, che 'valorizzazione energetica non coincide con l'utilizzo degli inceneritori'. Non si continui ora – conclude il deputato M5S - a praticare lo sport preferito dai nostri amministratori: il loro campionato mondiale di arrampicata sugli specchi finisce qua. Dicano chiaramente a quale futuro vogliono condannare la cittadinanza, ma lo facciano subito, non quando si cercherà di spacciare la scelta inceneritore come una imposizione della prossima emergenza rifiuti”.