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L'EX GOVERNATORE

Cuffaro scrive dal carcere:
"Nel ricordo della signora Nina"


L'ex presidente della Regione celebra dal carcere di Rebibbia l'anniversario del miracolo della Madonna delle Lacrime di Siracusa. Lo fa con un ricordo sul quotidiano 'La Sicilia' della signora Nina, colei che assistette al miracolo.

 

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Salvatore Cuffaro
ROMA – Nel giorno dell'anniversario del miracolo della Madonna delle Lacrime di Siracusa, Salvatore Cuffaro, ex governatore della Sicilia, scrive dal carcere romano di Rebibbia, dov'è detenuto dal gennaio del 2011. Lo fa per la precisione attraverso il quotidiano 'La Sicilia' ricordando la scomparsa, risalente al 25 luglio 2011, della signora Nina Iannuso che 60 anni fa, era l'agosto del '53, vide lacrimare l'effigie in gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, posta al capezzale della sua stanza da letto presso la sua abitazione in via degli Orti a nel centro aretuseo.

In quella che a prima vista può sembrare una lettera d'addio alla figura della donna siracusana Cuffaro richiama la forte fede che, in questi ultimi anni, hanno contraddistinto le sue interviste dal carcere: “La signora Nina ci ha lasciati in silenzio, così come aveva amato e scelto di vivere – scrive Cuffaro –. Ha vissuto la gli ultimi anni della sua vita sempre nella grazia della Madonna, della Madonna che per le lacrime versate da un quadro capazzale nella sua stanza da letto per il popolo di Sicilia, oggi, per tutti e non solo per i siciliani è la Madonna delle lacrime di Siracusa”.

Cuffaro ricorda l'ultimo incontro con la signora Nina cucendo rapidamente con la memoria le sue parole con quelle del papa Giovanni Paolo II: “Il bene è sempre bene, mi disse l'ultma volta che l'ho vista, mi abbracciò stretto, mi accarezzò il viso. Le sue parole mi hanno ricordato quelle del pontefice polacco quando, in visita col mio governo, gli portai la preghiera della Sicilia”.

L'ex presidente della Regione ricorda infine anche d'aver chiesto al Papa il perchè la Madonna avesse pianto proprio in Sicilia “Si piange per chi si vuol bene, e la Madonna vuol bene ai siciliani” la risposta di Giovanni Paolo II. “La nostra terra dal 25 luglio del 2001 è un po' più povera è un po' più ricca – conclude Cuffaro – povera perchè la signora Nina non è più tra noi, ricca perchè c'è un cuore in più vicino alla Madonna che veglia e prega per la Sicilia”.