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"No Muos, infiltrazioni mafiose"
Polemica su Crocetta


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"Infiltrazioni mafiose" nella protesta che ieri ha visto sfilare 1500 persone a Niscemi per dire "no" al Muos: le dichiarazioni di Crocetta hanno sollevato un vespaio di polemiche. E la rete si scatena.

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PALERMO - Infiltrazioni mafiose. A manifestare insieme alla “civile popolazione” per dire di “no” al Muos, ieri a Niscemi, ci sarebbero state ''punte estremiste che esasperano la lotta. Ma ci sono anche altre infiltrazioni''. Ne è convinto il governatore siciliano Rosario Crocetta, in rotta da settimane col popolo del “No Muos”, dopo l'annullamento della revoca delle autorizzazioni. Crocetta torna sul tema delle proteste contro il maxiradar statunitense nel day after della manifestazione che ha visto sfilare a Niscemi circa 1500 manifestanti sotto il caldo cocente del sole d'agosto.

In una intervista al quotidiano “La Repubblica”, Crocetta ha parlato di “altre infiltrazioni” e alla domanda se alludesse alla mafia, ha risposto, secco, di sì. Secondo Crocetta, infatti, ''in una realtà come quella di Niscemi è scontato che anche gli ambienti della criminalità organizzata si approprino di una vicenda del genere''.

Le dichiarazioni choc del governatore non hanno fatto fatica a fare il giro del web e in poche ore una valanga di polemiche si è abbattuta sul primo inquilino di palazzo d'Orleans. Secondo il coordinamento delle “mamme no Muos”, per esempio, le parole di Crocetta sarebbero state dettate dal “non sapere giustificare il suo voltafaccia con il provvedimento di annullamento della revoca delle autorizzazioni agli americani".

Ma è sui social network che in molti hanno manifestato la loro disapprovazione alle parole del governatore. Secondo qualcuno, Crocetta sarebbe assimilabile a “un moderno Ponzio Pilato che con riverenza sacrifica gli interessi dei siciliani per gli interessi di una nazione straniera che si comporta da occupante nelle nostre terre”. Qualcun altro, invece, commenta “quando al presidente Crocetta non gli quadrano le cose ci mette sempre di mezzo la mafia”.

Chi ieri era presente alla manifestazione, infine, approfitta dell'eco di facebook per tracciare il proprio racconto della giornata: “Niente caschi, bastoni o altro – si legge sul profilo di un attivista - a Niscemi c'è stato un grande corteo di popolo che ha semplicemente lanciato un messaggio chiaro di rifiuto del saccheggio del territorio. Le forze dell'ordine, presenti ma non nel modo massiccio che sarebbe stato prevedibile, hanno usato la forza in modo limitato contro le prime file del corteo che premeva per entrare nella base per ricongiungersi agli attivisti che si erano arrampicati in cima alle antenne, poi, responsabilmente, hanno lasciato che il popolo siciliano si riprendesse ciò che è suo. Ieri è stata scritta una bella pagina di storia. Il signor Crocetta la mafia se la vada a cercare laddove c'è davvero, come lui sa benissimo, e lasci in pace la nostra gente”. Insomma, la polemica sembra tutt'altro che placata. E c'è da scommetterci che le parole del governatore saranno menzionate ancora a lungo, nella calda estate siciliana.

Nel pomeriggio, intanto, Crocetta è tornato sull'argomento, precisando: "Ho impedito in tutti i modi l'istallazione del Muos a Niscemi, sia quand'ero parlamentare europeo sia da presidente della Regione".

"Da parlamentare europeo - continua il presidente - mi e' stato risposto che le direttive comunitarie in materia ambientale non si applicano per i siti di rilevanza strategica militare, da presidente ho fatto molto di più: ho revocato l'autorizzazione data dai precedenti governi nazionale e regionale per l'istallazione dell'impianto per una sola questione di competenza regionale, quella della valutazione ambientale. Quando l'Istituto Superiore di Sanita' ha dichiarato che il Muos non supera i limiti di emissione previsti dalla legge, il governo siciliano non ha avuto altra scelta che rispettare la legge, a meno di non commettere reati penali ed esporre regione a un risarcimento danni di 18 miliardi di dollari. Pretesa nata a causa delle precedenti autorizzazioni che hanno creato interessi economici dovuti in favore di terzi. Qualche gruppo che mi attacca mente sapendo di mentire, perché sa che oggi, quella del Muos, e' una vicenda nazionale e che le decisioni possono prenderle il governo nazionale e il Ministero della Difesa. Eppure tali gruppi non hanno presentato, fin ora, alcuna richiesta al Ministro della Difesa chiedendo di rivedere l'istallazione, come dire: demagoghi in piazza e reticenti in parlamento".

"Tale scorrettezza istituzionale e politica - continua Crocetta - non si illudano non venga compresa dal popolo siciliano, che sa benissimo quale sia la posizione del presidente della Regione e del governo. I "duri e puri" rivolgano altrove la loro attenzione , facciano il proprio dovere e si distacchino da manifestazioni violente perché non e' trasformando Niscemi in un'arena di violenze e scontri che si risolve la situazione, ma affrontando un dialettico e democratico confronto col governo nazionale. D'altra parte, alcuni sono gli stessi che anche in presenza di una revoca notificata dal governo regionale, che aveva ratificato la richiesta di 25 mila euro di danni al giorno nei miei confronti, continuavano a dire che non era vero che avevo revocato le autorizzazioni per il Muos. Inoltre sarebbe opportuno, specialmente quando si protesta, chiedersi sempre con chi si sta accanto. Il governo regionale non ha alcuno strumento normativo per disciplinare o negare l'autorizzazione all'impianto militare già autorizzato dal precedente governo, definito dal Ministero di rilevante importanza strategica per la difesa".

"Faccio appello alle organizzazioni no Muos - conclude il presidente - di riprendere il dialogo e il confronto e di evitare che accadano ulteriori episodi di violenza, per niente belli in un paese civile e democratico".