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Antiparentopoli

Sul governo critiche bipartisan
"Un finale prevedibile"


"L'ennesima pagliacciata - ha commentato il capogruppo della lista Musumeci, Santi Formica  - il governo continua ad annunciare in pompa magna norme che poi vengono puntualmente bocciate". E insieme al parlamentare del Pdl Assenza, ecco l'attacco di La Rocca Ruvolo (Udc) e Vullo (Pd): "I nostri dubbi erano fondati".


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PALERMO - E adesso l'opposizione va all'attacco. L'impugnativa del Commissario dello Stato alla legge "antiparentopoli", infatti, ha confermato i tanti dubbi emersi durante l'esame all'Ars del testo. Insomma, l'intervento di Aronica, secondo i deputati della minoranza, era ampiamente prevedibile. Ma le critiche arrivano anche da alcuni esponenti dei partiti che sosengono il governo Crocetta.

"Si è conclusa come facilmente previsto - l'affondo di Santi Formica, capogruppo della Lista Musumeci - l'ultima pagliacciata proposta con grande spolvero dal governo Crocetta: la cosidetta legge antiparentopoli(senza parenti), infrangendosi sugli scogli del Commissario dello Stato cosi come accaduto per altre norme proposte in pompa magna a partire della finanziaria dal presidente megafonato. A nulla sono valsi - ha aggiunto - mesi di approfondimento in prima commissione dove sono emersi da subito i profili di incostituzionalita della norma e la sua inefficacia circa gli obiettivi che si prefissava e nonostante le innumerevoli riscritture proposte dal governo alla fine il risultato è stata l'ennesima bocciatura. Ma forse non era quello l'obiettivo che si prefiggeva Crocetta, bensì quello di poter fare un comunicato stampa e occupare (a malincuore ) tutti i posti di sottogoverno, Tutto il resto - ha concluso Formica - è noia compresa la disperazione dei siciliani alle prese con la piu grave crisi degli ultimi decenni".

"Ma non era una legge "concordata" con il Commissario dello Stato? O probabilmente, ancora una volta, era una balla colossale del Presidente Crocetta?" Giovanni Di Mauro, capogruppo all'Ars del Partito dei Siciliani MpA non usa mezzi termini per commentare il provvedimento del Commissario dello Stato che ha impugnato la normativa approvata dall'ARS sulla incompatibilità con la carica di Deputato regionale. "Crocetta aveva addirittura preteso una riunione di tutti i capigruppo nella stanza del Presidente dell'ARS - ricorda Di Mauro - giurando e spergiurando sulla assoluta compatibilità costituzionale delle norme proposte, garantite da fantomatici esperti. La verità è che il Presidente aveva come unico scopo quello di stare sulle prima pagine agostane come guerriero anticorruzione e per la trasparenza, dopo la clamorosa marciaindietro sulle norme anti parentopoli, imposta dal PD e dalle sue difficoltà rompere logiche clientelari e familiari nelle nomine di sottogoverno." "Oggi - ironizza l'esponente del PdS - Crocetta potrà essere contento di essere sulle prima pagine per il lusinghiero risultato di Governatore col maggior numero di norme impugnate nei primi mesi della legislatura!" "Credo che per rispetto dei ruoli di tutti, da quello del Commissario a quello dell'Assemblea Regionale Siciliana, il Presidente Crocetta farebbe bene a ricordare che le bugie hanno le gambe corte." Di Mauro, rivolge infine un invito al Presidente Ardizzone, di cui apprezza "la chiara presa di posizione di oggi, sia pure con toni fin troppo istituzionali". "Il Presidente dell'Assemblea - afferma Di Mauro - si faccia garante delle prerogative dell'ARS e adotti i provvedimenti opportuni perché i lavori d'Aula siano immuni dalle bugie del Presidente della Regione."

Ma le critiche al governo non giungono solo dall'opposizione. Anche esponenti della maggioranza, infatti, sottolineano come la "sorte" toccata al disegno di legge fosse già scritta. "Come volevasi dimostrare, - commentano i deputati La Rocca Ruvolo (Udc), Assenza (Pdl) e Vullo (Pd) - la legge antiparentopoli, varata non più tardi di una settimana fa e, da noi definita, anticostituzionale, demagogica e inutile, è stata impugnata dal Commissario dello Stato". I parlamentari La Rocca Ruvolo, Assenza e Vullo, sono stati gli unici a votare contro.

"Evidentemente - spiegano i deputati - i dubbi espressi in Aula, sulla presunta anticostituzionalità della Legge in questione, si sono rivelati più che fondati, vista la decisione assunta dal Dott. Carmelo Aronica di impugnare la Legge. È purtroppo frequente- proseguono i deputati - la produzione di leggi inutili da propagandare sui giornali e sui media nel tentativo di colmare, attraverso la demagogia, l'incapacità di far fronte ai problemi reali della Sicilia e dei Siciliani; fortunatamente, leggi come queste, nate male e finite peggio, vengono avversate oltre che dal Commissario dello Stato, anche da Deputati, invero pochi, sia di maggioranza che di opposizione, che, vigilano costantemente, talvolta anche in divergenza con i rispettivi gruppi di appartenenza. Auspichiamo - concludono i deputati - che, in futuro, fatti del genere non avvengano più e che si inverta realmente la rotta per cercare di risolvere, da adesso in poi, le questioni vere che stanno a cuore dei siciliani tutti".