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I controlli

L'esercito dei lavoratori irregolari
Sono tanti anche a Palermo


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Il bilancio dei finanzieri

Il bilancio della guardia di finanza. La situazione, caso per caso, a Palermo.


PALERMO- Nel 2013 le Fiamme Gialle hanno scoperto 19.250 lavoratori irregolari, di cui 9.252 impiegati completamente in nero, da parte di 3.233 datori di lavoro. All'economia sommersa - spiega la Gdf, tracciando un bilancio dell'attività 2013 - sono legate diverse manifestazioni di illegalità tra cui l'evasione fiscale e contributiva, lo sfruttamento dell'immigrazione clandestina, le frodi in danno del sistema previdenziale e soprattutto, appunto, lo sfruttamento di manodopera irregolare.

I controlli in provincia di Palermo
I finanzieri hanno controllato, nel periodo di Ferragosto in provincia di Palermo, 20 esercizi, scoprendo casi d’irregolarità in 18 di questi, che hanno nel complesso impiegato 51 lavoratori in nero e 4 irregolari. In particolare 14 lavoratori in nero sono stati scoperti in 5 bar (3 a Palermo, 1 a Termini Imerese e 1 a isola delle Femmine), altri 30 in nero e 2 irregolari in 9 ristoranti (3 a Palermo, 1 a Isola delle femmine, 2 a Marineo, 1 a Mondello, 1 a Sferracavallo e 1 ad Aspra), 4 in uno stabilimento balneare di Capaci, 1 in un minimarket di Isola delle Femmine,1 altro lavoratore nero più 2 irregolari in una pasticceria di Petralia Soprana, un altro in nero in un’autofficina di Alimena.

Nel caso di un ristorante della frazione marinara di Aspra, su un totale di 12 lavoratori identificati all’atto dell’accesso dai finanzieri della compagnia di Bagheria, 6 sono risultati completamente in nero. Il titolare dell’attività, un cinquantenne bagherese, alla richiesta di esibire tutta la documentazione ed i rispettivi contratti di lavoro dei dipendenti, ha dovuto ammettere che soltanto la metà di essi era stata regolarmente assunta, mentre per gli altri 6 non è stato in grado di certificare la legittimità della posizione lavorativa. Il consulente del lavoro, sopraggiunto in seguito presso gli uffici della compagnia, non ha potuto far altro che confermare lo stato dei fatti.

Pesanti le conseguenze della condotta illecita: secondo la normativa vigente, infatti, ai 1.500 euro pro-capite di maxisanzione, bisogna aggiungere circa 38 euro per ogni lavoratore scoperto e per ciascuna giornata lavorativa “in nero”accertata in fase di controllo, nonché un’ulteriore quota di 250 euro per ogni “mancato” contratto di lavoro e, quindi, per ogni lavoratore irregolare. Dai calcoli, quindi, il verbale elevato dalla Guardia di Finanza al locale di Aspra ammonta ad oltre 10.700 Euro. Ma la cifra è destinata a raddoppiare, qualora la violazione non venga sanata entro 15 giorni successivi alla formale constatazione. Inoltre, la normativa prevede che qualora venga accertato che più del 20% dei lavoratori complessivamente identificati sia privo di regolare contratto – come nel caso del ristorante - l’Ispettorato del Lavoro competente emette un provvedimento di sospensione dell’attività, fintanto che non venga regolarizzata la posizione lavorativa dei dipendenti e pagata la maxisanzione. Proprio per scongiurare questa ipotesi, il titolare del ristorante ha provveduto alla tempestiva regolarizzazione dei rapporti di lavoro dei 6 dipendenti, i quali, quindi, sono stati tutti legalmente assunti ed ha versato all’erario il dovuto.

Ulteriori controlli contro lo sfruttamento del lavoro nero verranno proseguiti dalla Guardia di Finanza di Palermo, nelle principali località turistiche, per tutta l’estate.