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"La caccia alle streghe
contro la Rap"


caccia alle streghe, dipendenti, rap
La foto inviata nella lettera

La lettera. Scrivono i dipendenti Rap (così si firmano). E sono - come scrivono loro - 'inkazzati'.

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Ci siamo: bisogna trovare un capro espiatorio, polarizzare l’attenzione su argomenti che distraggano l’opinione pubblica dal vero nodo della questione e che sazino e soddisfino la sete di giustizialismo del cittadino medio scatenata dal disastro dell’AMIA, in modo da poter poi giustificare il sacrifico economico chiesto ai cittadini con l’aumento della TARES (dovuto essenzialmente all’aggravio dei costi per la scriteriata gestione del servizio rifiuti). Allora via !! Tutti a caccia del dipendente della RAP che ruba lo stipendio e che non fa il suo dovere…

GIUSTO! Peccato, però, che si continui a scaricare il peso di gestioni scriteriate solo sulle spalle dei lavoratori che eseguono gli ordini di chi gestisce, su coloro che sono obbligati a chinare il capo davanti alle direttive di un management non proprio esente da difettucci di varia natura… e di cui lo stesso Sindaco dimostra di non fidarsi poi così tanto. Singolare appare, infatti, la scelta del nostro primo cittadino di affidarsi alla polizia municipale, costituendo un nucleo ispettivo ad hoc per l’attivazione dei controlli sull’operato dell’azienda. E i dirigenti di RAP, “importati” pari pari dalla gestione fallimentare, a cui sono stati confermati (almeno ufficialmente) ruoli e competenze??? Forse i controlli sui loro collaboratori non rientrano tra le deleghe distribuite dal nuovo C.d.A., forse non sono inclusi nei compensi (più che dignitosi) loro riconosciuti??? Certo appare decisamente anomalo il fatto che si continui a sostenere che la musica è cambiata, che il direttore dell’orchestra è cambiato, ma i musicisti sono sempre gli stessi; anzi ci si accontenta di quello che possono dare, sollevandoli dalle incombenze ritenute forse troppo gravose oppure troppo “delicate” per lasciarli fare.

Se non fossimo in Italia, il paese del trasformismo politico e degli “Scillipoti”, risulterebbe pure complicato spiegare tale condizione con logiche di appartenenza politica…. ma nel paese che “alleva” i migliori saltatori di fossati e che considera normale un certo opportunismo politico tutto è concesso, tutto si può perdonare, tranne il fatto di essere operai un po’ svogliati, forse anche perché concentrati sui debiti che non si riescono a pagare perché la quattordicesima mensilità non è stata corrisposta e non si sa se e quando potrà arrivare, forse perché l’emergenza li ha costretti a correre dietro un mezzo sgangherato e trascinare pesanti cassonetti senza ruote (perché non ci sono i soldi per sostituire quelle rotte), forse perché pur di non lasciare la spazzatura nei carrellati della raccolta differenziata li hanno convinti ad usare mezzi che, in qualunque altra città civile, sarebbero stati avviati a rottamazione, ma che alla RAP sono ancora considerati in “discreto stato”, anche perché fanno campare chi fornisce la manutenzione.

Ma all’opinione pubblica qualcuno ha spiegato come si è arrivati a tutto questo??? Qualcuno ha mai detto che la caccia alle streghe andrebbe fatta, ma per stanare i veri responsabili di tutto questo??? Intendiamoci nessuno pensa di giustificare i dipendenti che rubano… ma i dipendenti TUTTI vanno perseguiti e controllati se rubano o se non sanno fare il loro dovere… troppo facile scaricare sull’anello più debole … E poi ci verrebbe da chiedere: e i sindacati che fanno??? Come possono accettare tali forzature e tali pressioni a danno dei lavoratori??? Già, forse anche loro non sono esenti dal virus “Scillipoti”, forse anche loro hanno ragioni di opportunità e di logiche di “politica sindacale” i cui disegni ci appaiono arcani…

Eppure, come sempre, la saggezza popolare va ascoltata e ci sembra profetica una scritta apparsa parecchio tempo fa su un muro di cinta dell’autoparco aziendale di Brancaccio che ancora nessuno ha pensato a cancellare, nemmeno quegli stessi dirigenti che ogni mattina varcano i cancelli dell’autoparco, attraversando certamente la strada su cui svetta impertinente la seguente dicitura: “all’AMIA i precedenti Dirigenti si sono succhiati tre cuarti di questa Azienda, l’ultimo cuarto che e rimasto se lo stanno succhiando i nuovi”…. (la foto documenta quanto affermato). Il fatto stesso di non aver provveduto a far cancellare la scritta, caro sig. Sindaco, è indice di due possibili circostanze: o questi dirigenti frequentano poco il posto di lavoro e non si accorgono di un tale “affronto”, ovvero, in coscienza, pensano che la scritta abbia ragione e non osano cancellarla…. In entrambi i casi ci appaiono chiari i motivi per i quali si sia reso necessario far controllore da una autorità esterna l’operato dell’azienda….

I dipendenti RAP (ex AMIA) inkazzati