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"Noi, infermieri invisibili"
Le novità dall'assessorato


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La protesta degli infermieri a Palermo

Manifestazione degli infermieri precari di Palermo e provincia in piazza Ottavio Ziino, di fronte l'assessorato regionale alla Salute per rivendicare il diritto alla stabilizzazione del personale.

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PALERMO- “Il precariato è uno dei mali cronici di questa società, dopo tanti anni di servizio non possiamo rimanere disoccupati. Il lavoro è un diritto”: è stato questo il leit-motiv della manifestazione di protesta degli infermieri precari di Palermo e provincia indetta dal Cni-Fsi (Coordinamento nazionale infermieri) che, sin dalle prime ore del mattino, hanno affollato la piazza antistante l'assessorato regionale alla Salute per rivendicare il diritto alla stabilizzazione del personale.

Circa un centinaio i professionisti presenti in piazza che con forza hanno richiamato l'attenzione sulle problematiche con cui i lavoratori sono costretti a fare i conti giorno dopo giorno. “Il lavoro è un diritto fondamentale, previsto e garantito dalla Costituzione – tiene a precisare Calogero Coniglio, coordinatore regionale del Cni-Fsi -. Mi duole dirlo ma i lavoratori ad oggi si ritrovano ad essere vittime di un sistema clientelare politico che ha sfruttato la forza lavoro, senza fornire alcuna garanzia per il loro futuro professionale”.

Gli infermieri da anni svolgono attività a tempo determinato negli ospedali siciliani e adesso vogliono vederci chiaro soprattutto in merito al concorso pubblico per titoli del bacino occidentale della Sicilia che prevedeva l'assunzione di circa 258 persone ma che è stato revocato “senza alcuna motivazione palusibile”. Ma non è tutto: i lavoratori si scagliano contro le nuove forme contrattuali e le procedure di mobilità in atto che, su indicazione della Corte dei Conti e secondo circolare del 28 giugno dell’assessore Borsellino,“favoriscono personale esterno non considerando minimamente l'ipotesi della stabilizzazione per chi in quei posti ha lavorato per tutti questi anni”.

Il blocco delle procedure concorsuali, a detta dei manifestanti, è una piaga che attanaglia l'Isola e rappresenta una situazione ormai invivibile: “Vogliamo avere la possibilità di concorrere ai posti che abbiamo riempito per più di dieci anni ma che sono sempre stati considerati vacanti – precisa Pietro Di Noto, infermiere dell'ospedale Villa Sofia-Cervello -. Siamo stati relegati ad uno status di invisibilità totale che ha come conseguenza la copertura dei suddetti posti tramite le procedure di mobilità e ciò è impensabile, siamo esasperati non riusciamo più a tollerarlo. Rivendichiamo semplicemente un nostro diritto”.

A detta dei lavoratori, inoltre, un miglioramento della qualità del servizio sanitario non è possibile nelle condizioni attuali: “Come si può pensare e chiedere un servizio migliore con un contratto che prevede una clausola secondo la quale puoi essere buttato fuori da un momento all'altro? – continua Di Noto -. In reparti delicati come ad esempio quello della terapia intensiva è impensabile lavorare con nervosismo e con l'ansia di essere messo dietro la porta. Ci sono colleghi che continuano a mettersi in malattia proprio perché non riescono a sostenere questo peso”. I lavoratori, nel corso della manifestazione, hanno chiesto e ottenuto un incontro con l'assessore alla Salute, Lucia Borsellino, per intraprendere un percorso costruttivo e discutere del futuro professionale degli infermieri.

Aggiornamento
E' terminato poco dopo le tredici l'incontro con l'assessore alla Salute, Lucia Borsellino, a cui hanno preso parte sei rappresentanti del Cni-Fsi. Nessuna notizia positiva in merito al concorso pubblico per titoli del bacino occidentale che, come detto in precedenza, attingerà dalla graduatoria di mobilità. Secondo quanto fa sapere Calogero Coniglio coordinatore regionale del Cni-Fsi, però, Lucia Borsellino si è dimostrata disponibile ad intraprendere uno scambio costruttivo tra le parti. Per quanto riguarda i posti che si sono resi vacanti dopo la pubblicazione del bando nel 2011 l'assessore ha assicurato che verranno ricoperti tramite concorso. “C'è stata una piena apertura da parte del governo regionale – precisa Calogero Coniglio coordinatore regionale del Cni-Fsi -. Se passa la norma D'Alia infatti il 50 per cento di questi posti sarà ricoperto da personale selezionato tramite concorso mentre il restante 50 per cento sarà selezionato tra i precari”. Novità anche sul fronte dei servizi di emergenza del 118: “Il governo sta lavorando ad una proposta di legge per far sì che il personale di servizio all'interno delle ambulanze sia esclusivamente di ruolo – prosegue -. Spesso capita che gli infermieri che lavorano nei vari reparti dei nosocomi debbano svolgere doppio lavoro operando anche all'interno delle ambulanze. Ciò non deve più accadere”.