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Confindustria

"Ci scusiamo con Libero
La mafia rialza la testa"


Libero Grassi fu isolato soprattutto dall'associazione di categoria del suo tempo. Oggi, il leader di Confindustria, Antonello Montante, opera una forte autocritica.

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Antonello Montante
PALERMO - A 22 anni di distanza dall'uccisione di Libero Grassi, l'imprenditore antiracket ucciso per essersi ribellato al ''pizzo'', Confindustria chiede scusa ai familiari. A fare autocritica per la condizione di isolamento in cui Grassi fu lasciato, sottolineando tuttavia i passi in avanti che da allora sono stati fatti, e il leader di Confindustria Sicilia Antonello Montante, che oggi ha partecipato a Palermo alla commemorazione dell'imprenditore ucciso dalla mafia. ''Rispetto a 22 anni fa - ha osservato Montante - c'è stato un movimento di coscienza. Tantissimo è cambiato, ma tanto c'è ancora da fare''.

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'Ho chiesto scusa alla famiglia Grassi - ha aggiunto -. Ho letto i verbali di Confindustria dell'epoca e mi sono indignato e vergognato per l'atteggiamento che l'associazione degli industriali assunse nei confronti di Grassi. Noi abbiamo modificato il nostro codice etico per emarginare chi non denuncia e liberare dal gioco mafioso le imprese sane''. Montante ha infine ricordato che in qualità di presidente della Camera di commercio di Caltanissetta ha firmato la prima delibera in Italia per sostenere le imprese vessate dalle banche. ''Un fenomeno - ha sottolineato - molto diffuso''.

''Tanto è stato fatto e tanto è cambiato nella lotta al racket. Ci stiamo però preoccupando per un ritorno del fenomeno e presenteremo un esposto in Procura perché c'è qualcosa che sta cambiando in negativo'', ha aggiunto il presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, in prefettura a Palermo dove si presenta una banca dati sui processi penali fatta all'interno del Pon Sicurezza. ''La mafia sta puntando nuovamente sul pizzo in tutta la Sicilia - ha proseguito - Tanto è stato fatto ma siamo ancora all'inizio. Qualche anno fa abbiamo chiesto scusa alla famiglia Grassi per quello che non ha fatto Confindustria. Adesso abbiamo ribaltato il sistema: emarginiamo chi non denuncia. Facciamo capire che siamo contro chi distorce il mercato''.

Montante poi ha aggiunto su Lucia Riina: "Le parole della figlia di Riina confermano che la mafia si sta riorganizzando. Sta rialzando la testa. C'è una forte preoccupazione. Purtroppo ci arrivano forti segnali che c'è una mafia che si sta rialzando e delegittima chi lavora per denunciare".

Racket, la banca dati
In occasione dell'anniversario della morte di Libero Grassi, sono state presentate in prefettura le prime cento schede sui processi del racket, primo passo della banca dati di tutti i processi antiracket e antiusura già conclusi o ancora in corso in Campania, Calabria, Puglia, Sicilia. Partecipano il commissario straordinario antiracket Elisabetta Belgiorno, Maurizio De Lucia magistrato della Dna, Francesco Messineo Procuratore della di Palermo, Antonello Montante presidente Confindustria Sicilia, Francesca Cannizzo, prefetto di Palermo. Il progetto si chiama ''Zoom'' ed è una iniziativa della Fai, ideata e realizzata nell'ambito del Pon Sicurezza. Le schede di approfondimento dei processi descrivono le dinamiche estorsive o usuraie, analizzano il gruppo criminale e il contesto ambientale, le eventuali problematiche di diritto emerse e le costituzione delle parti civili. L'obiettivo è mettere in rete le esperienze processuali vissute dalle vittime del racket e dell'usura e dalle associazioni antiracket aderenti alla Fai e arrivare, entro il 2015, alla pubblicazione delle mille schede processuali, predisposte da uno staff di avvocati impegnati a elaborare e analizzare tutti i dati dell'attività giudiziaria. Alcuni dei dati sono già consultabili sul sito ufficiale della Fai (www.antiracket.info) con la possibilità di cliccare sulle cartine delle quattro regioni interessate (Sicilia, Calabria, Puglia, Campania).

"Questa banca dati realizzata nell'ambito del Pon sicurezza è molto importante perché entro il 2015 saranno online oltre mille processi al racket. C'è tutta la storia delle sofferenze ma anche del coraggio di tanti imprenditori''. Lo ha detto il commissario antiracket, Elisabetta Belgiorno, a Palermo per presentare le prime cento schede che comporranno una banca dati su un migliaio di processi a estorsori nelle regioni del Sud. ''Nella scheda su Libero Grassi - ha proseguito - ci sono le fasi del processo ma anche la trasmissione Samarcanda, gli articoli della stampa estera che venne qui per raccontare questi fatti. Lo spaccato processuale mette in evidenza la solitudine di Grassi in quella vicenda e come questo omicidio non fu deciso dalla cupola. Alcuni dichiararono che forse era stato un errore ucciderlo e in quel modo eclatante''.