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Porto empedocle

Donna affetta da Sla
ricorre al Tribunale per le staminali


Carmelina Muscato, 59 anni, non riesce più a comunicare con i figli.

 

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cellule staminali, porto empedocle, tribunale, Agrigento
PORTO EMPEDOCLE (AGRIGENTO) - Una donna affetta da Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) che si rivolge al Tribunale per poter accedere alle cellule staminali per migliorare le proprie condizioni di vita. Accade a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, dove vive Carmelina Muscato, 59 anni, da tre anni affetta da Sla.

Negli ultimi mesi le condizioni di Carmelina si sono aggravate e se prima, pur essendo totalmente paralizzata , riusciva a comunicare attraverso una lavagna interattiva multimediale che le permetteva di scrivere con lo sguardo, adesso non riesce più ad aprire gli occhi e quindi a poter parlare con la famiglia e con le persone che continuamente vengono a trovarla. Nonostante le condizioni della malattia peggiorino di giorno in giorno, non si arrende la speranza dei familiari e soprattutto della figlia che sperano di riuscire almeno a comunicare con Carmelina. Questa speranza ha preso il nome di “metodo Stamina”, che secondo la figlia, Angelina Albano, potrebbe migliorare, anche se di poco, le condizioni della madre e forse potrebbe permetterle di riacquistare la capacità di aprire gli occhi e comunicare.

Per procedere al tattamento, però, è necessaria l’autorizzazione del Tribunale che ha già rigettato una prima istanza. La famiglia, assistita dagli avvocati Daniela Sampognaro e Giovanni Piscopo, non si è data per vinta e ha fatto già un reclamo la cui risposta dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Gli avvocati sperano che il reclamo sia accolto e che si possa procedere, come già successo ad esempio negli ospedali di Palermo e Catania, alla cura “Stamina”.