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TANTILLO: "SAREMO VIGILI"

Cimitero, palazzi storici e scuole
Il piano delle opere pubbliche


La giunta Orlando aggiorna il Piano triennale delle opere pubbliche, all'esame del consiglio comunale, e inserisce il nuovo cimitero a Ciaculli, il restauro di villa Bonanno e villa Niscemi e interventi su scuole e illuminazione, oltre a parcheggi e restauri. Cassate invece altre opere. Tantillo (Pdl): "Saremo vigili in Aula".


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Il capogruppo Pdl Giulio Tantillo
PALERMO - Il cimitero di Ciaculli, l’impianto idrico e fognario di monte Pellegrino, la manutenzione straordinaria dei principali impianti sportivi cittadini (dallo stadio delle Palme al Diamante, passando per velodromo e piscina), la messa in sicurezza delle scuole, il parcheggio sotterraneo di via De Gasperi, lo svincolo Francia, il restauro di alcuni palazzi storici e di ville e giardini fra cui villa Niscemi, villa Bonanno e il giardino Inglese. C’è di tutto e di più tra le novità che la giunta Orlando ha voluto inserire nel nuovo Piano triennale delle opere pubbliche che in tempi brevissimi dovrebbe arrivare all’esame di Sala delle Lapidi.

Un Piano che rappresenta un atto propedeutico al bilancio e che quindi dovrebbe avere un iter assai veloce, per poi permettere entro il mese al consiglio comunale di approvare la manovra di previsione per l’anno in corso. Un elenco sterminato di opere pubbliche che, almeno in teoria, il Comune dovrebbe realizzare nell’arco di un triennio individuando finanziamenti e realizzando i progetti esecutivi: un “libro dei sogni”, come qualcuno lo definisce, che vale quasi tre miliardi di euro e che però è necessario perché le opere non inserite non potranno essere mai realizzate. Tra quelle un tempo inserite ma rimaste solo una pia intenzione, opere faraoniche come lo svincolo di via De Gasperi e quello di via Pitrè, del valore di 28 milioni complessivi.

NUOVE OPERE Tra le novità spiccano l’adeguamento del depuratore di Acqua dei corsari (26 milioni), il nuovo cimitero (45 milioni), l’impianto idrico-fognario di monte Pellegrino (3,5 milioni), il rifacimento delle caditoie (550mila euro), quasi cinque milioni per la manutenzione straordinaria di stadio delle Palme, Diamante, velodromo e piscina. E ancora il parcheggio sotterraneo di via De Gasperi (9,6 milioni), lo svincolo Francia (20 milioni), il recupero della Favorita (3,4 milioni), le sale gialla e rossa del teatro Politeama (2,7 milioni) i restauri di palazzi storici come Noto (6 milioni), San Martino (6 milioni) e Cefalà (6 milioni), il recupero dei giardini di villa Niscemi (2 milioni), vilal Bonanno (1 milione), del giardino Inglese (1 milione). Inoltre 15 milioni costeranno le emergenze artistiche della città e 35 il restauro di porte e mura storiche. A queste si devono aggiungere le opere per l’illuminazione pubblica in tutta la città e la messa in sicurezza di decine di istituti scolastici.

OPERE CASSATE Ma per opere nuove che entrano, per volere della giunta, altre ne escono scomparendo definitivamente dal Piano e alle quali, quindi, Palazzo delle Aquile ha preferito rinunciare. Tra le cassate la sistemazione di alcune vie (Airoldi, Asterope, Sant’Agostino, Mondo, Villani, Artemide, Crispi, Archimede), opere di importo inferiore ai centomila euro (che pertanto andavano escluse), la riqualificazione di piazze (Cairoli, Scaffa e Tiro a segno), giardini, aree a verde e perfino la videosorveglianza del teatro Massimo. Tutte opere pubbliche, quindi, che non vedranno mai la luce: alcune perché re-inserite ma con una diversa fonte di finanziamento, altre perché comprese in programmi dedicati (come quelle per la Costa Sud), mentre le altre sono state proprio escluse. Ed è su questo ultimo gruppo che si è concentrata l’attenzione della commissione Urbanistica che, invece, ha chiesto e ottenuto dall’amministrazione il ripescaggio di alcune e l’inserimento di altre ex novo.

OPERE RIPESCATE Tra le ripescate compaiono la sistemazione di alcune vie (Savonarola, dei Picciotti, piazza Torrelunga, viale Strasburgo da via villa Adriana a via Belgio) e il prolungamento (o completamento) di altre (Manfredi, Ugo, Pecoraro, Vitale, Beato Angelico, Astorino, Brunetto, Spallitta), l’allargamento di via Cosenz, un impianto di compostaggio, le stazioni di metano in viale Francia e località Roccazzo. Quelle ex novo comprendono invece l’allungamento di via Roentgen fino a viale Regione siciliana, il riattamento di via Altarello da viale Regione a via Pitrè (oggi occupata abusivamente e perciò chiusa al traffico), l’allargamento di via Perpignano lato monte, i lavori di sistemazione di via Ur 10 dal canale Borsellino a viale Michelangelo e a via Leonardo Da Vinci, per un totale di quasi nove milioni.

“Sul piano triennale – annuncia Giulio Tantillo, capogruppo del Pdl e componente della Sesta commissione - non faremo sconti a nessuno, alcune opere devono essere realizzate perché servono alla collettività. Si tratta in alcuni casi di opere che i cittadini aspettano da cinquant’anni e vanno completate, ecco perché abbiamo indicato quelle per le quali fare i progetti di massima. L’amministrazione segue un percorso corretto ma il consiglio comunale deve fare sua parte. Ma saremo molto attenti a quanto succederà nel 2014 e a quali opere saranno inserite nel piano annuale”. Già, perché poi ogni anno, oltre ad aggiornare il Piano triennale, il consiglio stila anche quello annuale che indica, nei fatti, quali realizzare e quali no ed è su questo che potrebbe consumarsi lo scontro in Aula. Mediamente, ogni anno si realizzano tra 30 e 35 grandi opere in città e quindi i margini di manovra non sono amplissimi.

Rassicurazioni arrivano, però, dal’assessore Agata Bazzi. “Verranno aggiunte anche altre opere, inserendo per esempio i beni confiscati – spiega la Bazzi – tutte le opere sono meritevoli di attenzione, come il cimitero che comunque va realizzato, e serviranno a riqualificare la città e specie l’oltre-Oreto. Inoltre fra settembre e dicembre partiranno alcuni grossi cantieri come il collettore di via Messina marine, opera da 24 milioni, e i lavori per il sistema fognario, oltre alla manutenzione delle scuole. Libro dei sogni? No, e semmai questi sono i nostri che sono diversi da quelli della vecchia amministrazione. Questo Piano ha una concretezza che prima non c’era. Ai posteri l’ardua sentenza”.