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Lampedusa

Busta sospetta al sindaco
"Ma è un falso allarme"


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La missiva, indirizzata a Giusi Nicolini, riporta la scritta: "Pericolo antrace". Il primo cittadino tranquillizza: "Siamo certi che è un falso allarme". La solidarietà di Crocetta.

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LAMPEDUSA (AGRIGENTO) - Una busta con un ritaglio di giornale con scritto ''pericolo antrace'' e contenente polvere bianca eè stata recapitata nell'ufficio del sindaco di Lampedusa Giusy Nicolini. Sono intervenuti i vigili del fuoco che stanno facendo accertamenti. Il Comune è stato sgomberato.

"E' un falso allarme. La polvere bianca con tutta la busta è stata sigillata e verrà spedita per le analisi urgenti, ma siamo certi, lo sono anche i vigili del fuoco e i carabinieri, che è un falso allarme''. Lo dice il sindaco delle Pelagie, Giusy Nicolini che, nonostante il Comune fosse stato evacuato in via precauzionale, non ha mai lasciato la sua stanza. ''Ogni giorno in Comune arrivano centinaia di lettere e vengono aperte automaticamente. Quando l'impiegata ha trovato quella polvere bianca - spiega Nicolini - è subito venuta nel mio ufficio e abbiamo allertato i vigili del fuoco''. Indagano i carabinieri.

La solidarietà di Crocetta
"Non è dato sapere quali saranno le conclusioni che emergeranno dall'esame della busta inviata a Giusi Nicolini, solo che tale elemento non aggiunge nulla all'idea che mi sono fatto parlando con Giusi, durante la mia recente visita dell'isola. L'idea che la Nicolini rischia veramente grosso, perché ha toccato e sta toccando i nervi, interessi e poteri forti che si oppongono allo sviluppo equilibrato ed eco sostenibile dell'isola, e che vorrebbero avere mano libera. Giusi ha scelto la battaglia per far crescere l'isola e i risultati lusinghieri dello sviluppo turistico di quest'anno, dimostrano che ha ragione''. Lo dice il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. ''La Regione siciliana - aggiunge - è accanto a lei in questa grande lotta, con la consapevolezza che Giusi va sostenuta da tutte le istituzioni. Le minacce che ha ricevuto circa un mese fa, quando addirittura le televisioni hanno potuto registrare dal vivo una frase minacciosa durante una manifestazione, non possono essere sottaciute e credo vadano prese, anche alla luce dei fatto odierni, con la necessaria serietà''.