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L'espianto all'ospedale di siracusa

Se la solidarietà non conosce guerre
Donati gli organi di una siriana


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Era una infermiera di Damasco, sbarcata a Siracusa in fin di vita.

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SIRACUSA - Lavorava come infermiera professionale a Damasco, ed era fuggita alla guerra assieme al marito e ai loro due figli, la donna siriana morta dopo essere sbarcata a Siracusa in fin di vita e di cui oggi sono stati donati gli organi. "Per le sue gravi condizioni di salute verificate al momento dello sbarco, con evidenti segni di sofferenza cerebrale - dice il coordinatore dell'Ufficio Trapianti dell'Asp di Siracusa Franco Gioia - era stata ricoverata d'urgenza all'ospedale Umberto I e, dopo due giorni, per l'aggravarsi delle condizioni, era stata trasferita nel reparto di Rianimazione. Il decesso è avvenuto ieri sera e il marito, pur nella sofferenza per la perdita della propria consorte, travalicando i confini della disperazione per la guerra che li ha costretti a fuggire e il proprio credo religioso islamico, non ha esitato a dare un segnale di grande altruismo al popolo che li aveva accolti acconsentendo al prelievo di fegato e reni per restituire la vita ad altre tre persone'".

Il prelievo è stato eseguito dalle equipe provenienti dall’Ismett di Palermo, dal Policlinico di Catania e dell’ospedale Umberto I di Siracusa. Il fegato e un rene sono andati a Palermo, l’altro rene nel capoluogo etneo.