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Ecco i 43 enti "in bilico"
Adesso rischiano la revoca


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accreditamento, enti, formazione, morosi
PALERMO - L'annuncio non è nuovo. Ma ieri, l'assessore alla Formazione Nelli Scilabra lo ha ribadito. “Al 'caso Ial' potrebbero seguirne altri”. E in effetti, già a marzo il governo aveva rivelato l'avvio dell'iter di revoca dell'accreditamento per 43 enti. Il motivo, quasi sempre, è lo stesso: arretrati nel pagamento degli stipendi. In alcuni casi, si tratta di poche centinaia di euro. In altri, addirittura in 18 mensilità non pagate. Anche se i vertici di alcuni di questi enti hanno replicato: “I nostri conti sono in regola, e non abbiamo ricevuto alcun avviso”.

Ecco intanto quali sono gli enti considerati “morosi” dal governo regionale, insieme alla somma contestata. Dei 43, ben 18 enti per i quali è stata avviata la revoca sono della provincia di Messina. La Coo.tur società cooperativa di Capo d'Orlando non avrebbe erogato oltre 25 mila euro per contratti atipici, poi ecco l'Afel di Messina (2.400 euro), C.U.F.T.I di Taormina (59.500 euro), Esfo di Sant'Agata di Militello (oltre 126 mila euro), Esac di Messina (quasi 7 mila euro), Euris di Pagliara (162 mila euro), Genesi di Messina (quasi 52 mila euro), che però replica: "E' tutto in regola"), Giovanni XIII di Torregrotta (oltre 7 mila euro), Ismerfo di Messina (una sola mensilità: maggio 2012), Jasna Gora di Caprileone (oltre 7.200 euro), Studio Milone group di Brolo (quattro mensilità: da gennaio ad aprile 2012), Trinacria di Sant'Agata di Militelo (quasi 7.600 euro), Lumen (quasi 7.300 euro), Ancol-Barcellona Pozzo di Gotto (oltre centomila euro), Training Service (59.500 euro), San Pancrazio-Giardini Naxos (tredicesima del 2011 oltre a 8.800 euro per lavoratori atipici), Consorzio Insieme-Messina (quasi 115 mila euro) e l'Efal-Messina che non avrebbe pagato le mensilità dal gennaio del 2011 al maggio del 2012. Diciotto mensilità.

Sono quattro gli enti “in bilico”, invece, in provincia di Trapani. Per tutti loro, le irregolarità riguarderebbero il Prof 2011 e consisterebbero in “mensilità non corrisposte” che variano da un minimo di due (è il caso dell'Usmi e del Cipa-At, anche se in questo caso “manca” anche la tredicesima e il Tfr) a un massimo di cinque (è il caso di “Medea” e della sede trapanese dello Ial).

A Caltanissetta, invece, non sarebbero state erogate, stando alle ispezioni della Regione, quattro mensilità a cavallo tra la fine del 2011 e i primi mesi del 2012. All'Ecap, sempre a Caltanissetta, invece, la “colpa” di non avere erogato la sola mensilità del dicembre 2011.

Nella provincia di Catania gli enti “avvisati” sono 6. Per tutti gli enti della provincia etnea, la Regione fa riferimento a una informativa resa all'Autorità giudiziaria per il reato di truffa. Per due di questi enti, l'associazione Eris e l'Enaip Asaform ecco anche un paio di mensilità non pagate. Gli altri enti del Catanese sono: Ecap- Catania, EuroForm - Progettazione e servizi Formativi di Presti Alberto &C s.a.s, AS. Gruppo Euroconsult, e Associazione Regionale Ciofs-Fp Sicilia. In provincia di Palermo, invece, gli enti per i quali è stato avviato l'iter di revoca sono cinque. In questo caso, stando alle ispezioni del governo, la situazione più grave sarebbe quella del Centro Filippo Buonarroti, che non avrebbe corrisposto ai suoi dipendenti sette mensilità più la tredicesima del 2012. Per gli altri, invece, la contestazione riguarda la mancata erogazione di compensi per “prestazioni lavorative con contratti atipici”. Sono quattro per l'Engim, 77 per l'Eureca , 86 per l'Is.For.D.D., 70 per l'Ismerc.

I motivi della diffida agli enti del Ragusano, invece, sono stati quantificati direttamente in euro. Sono sei, anche in questo caso. La situazione più grave quella dell'Enaip che non avrebbe erogato 381 mila euro di stipendi. La sede dello Ial in provincia di Ragusa, invece, non avrebbe versato 123 mila euro. A seguire, ecco i 53 mila euro “contestati” al Formed, i 9.400 a Promoter Sud, i 5.900 euro al “Centro Studi Ibleo”, fino al centro Logos. La notizia dell'avvio del procedimento di revoca avrà un po' sorpreso i titolari dell'ente. Le cifre che non sarebbero state corrisposte, infatti, in questo caso ammontano appena a 735 euro.