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Collaboratori scolastici:
un tavolo per sperare


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collaboratori scolastici, lavoro, posti
Il prefetto Cannizzo

Hanno paura di perdere il posto di lavoro e, per questo, hanno protestato davanti alla sede del Provveditorato. Oggi si è aperto uno spiraglio.

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PALERMO- C'è ancora una speranza per il futuro lavorativo dei 519 collaboratori scolastici precari delle scuole di Palermo e provincia, che, esclusi dalle stabilizzazioni previste dal decreto del ministero della Funzione pubblica, ieri hanno protestato davanti la sede di via San Lorenzo del Provveditorato agli studi di Palermo perché, dopo diciotto anni di servizio, adesso rischiano di perdere il posto di lavoro.

Oggi pomeriggio i rappresentanti sindacali dei lavoratori precari hanno incontrato il prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, “che si è dimostrata sensibile alla problematica – ha fatto sapere il segretario generale della Uil-temp, Gianni Borrelli – e ha comunicato che nei prossimi giorni convocherà un tavolo con le organizzazioni sindacali di riferimento e i referenti istituzionali del ministero provinciale e regionale (cioè il Provveditorato agli studi e l'Ufficio scolastico regionale)”. Con loro e con tutte le altre sigle sindacali verrà redatto un documento da inviare al ministero dell'Istruzione che risolva, in qualche modo, la situazione degli ex bidelli, che non solo si sono visti esclusi dalle stabilizzazioni in quanto non più alle dipendenze degli enti locali ma dello Stato, ma ai quali adesso è stata anche revocata la concessione.

I posti di lavoro dei collaboratori scolastici, infatti, secondo le intenzioni del Ministero dovrebbero essere messi a bando da una gara d'appalto gestita dal Consip, ed essere assegnati ad una ditta di pulizia. Questo per ottenere un risparmio, ma i sindacati, nel frattempo, hanno precisato che in realtà una stabilizzazione dei 519 lavoratori farebbe risparmiare di più: lo Stato, infatti, “non avrebbe più l'onere di pagare Iva, Irap, oneri previdenziali e altre imposte”.

Inoltre, nel corso della protesta di ieri, i lavoratori avevano denunciato come la decisione di sostituirli “farebbe cessare dei servizi fondamentali nelle scuole come l'assistenza ai disabili e la vigilanza”. Insomma, tutti si chiedono: “Siamo sicuri che convenga davvero mandare a casa queste persone?”.