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Il caso

Energia, Regione "declassata"
I grillini vanno all'attacco


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I grillini denunciano: "La commissione europea ha escluso l'Isola dai migliori esempi di applicazione del Patto dei sindaci". L'assessorato: "L'esclusione? Non ci è stata comunicata". Intanto scoppia una nuova grana: 300 milioni di fondi europei non potranno essere utilizzati.


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PALERMO – La Sicilia va a rilento e l'Europa la boccia. Eliminandola dalla “serie A” del “Patto dei sindaci”, il mega-progetto di conversione all'efficienza energetica finanziato dalla Banca europea degli investimenti. A denunciarlo sono i parlamentari del Movimento 5 Stelle, che ieri mattina hanno depositato all'Ars un'interrogazione rivolta all'assessore all'Energia Nicolò Marino e al presidente della Regione Rosario Crocetta: “A seguito delle lentezze e dei continui cambiamenti sulle sorti dell'Unità di Assistenza Tecnica per il Patto dei Sindaci – si legge nel documento, presentato da Valentina Palmeri e firmato da tutti gli altri deputati regionali a Cinque Stelle - la Commissione europea ha proceduto ad offuscare dal sito ufficiale del "Patto dei sindaci" (www.eumayors.eu) la Regione siciliana come struttura di supporto e di fatto non considerandola più una best practice”.

L'elenco cui fanno riferimento i parlamentari grillini è la lista dei 240 “esempi di eccellenza” sull'energia. Fra questi, fino a qualche settimana fa, era presente anche la Regione Siciliana. “La Regione – spiega il direttore generale dell'assessorato all'Energia, Maurizio Pirillo – crede molto nel Patto dei Sindaci. Abbiamo appena destinato qualcosa come trenta milioni di euro nel Po-Fesr per il Patto dei Sindaci, e solo la Sicilia ha fatto qualcosa del genere nel panorama europeo. Non ci è ancora stato comunicato alcun offuscamento”. Nell'elenco, consultabile anche in italiano all'indirizzo http://www.eumayors.eu/actions/benchmarks-of-excellence_it.html, però, la Sicilia non c'è più.

Intanto, però, sulle politiche energetiche siciliane scoppia un'altra polemica. Il nodo è la spesa dei fondi comunitari per le piccole e medie imprese che producono componenti per la filiera delle energie rinnovabili: oltre 300 milioni che la Sicilia, però, non riuscirà a spendere. “I criteri per assegnare quei fondi – ammette Pirillo – erano un po' troppo complessi. Sono stati stilati nel 2009, e poi non sono stati aggiornati. A questo punto non ci sono i tempi per arrivare a una graduatoria definitiva entro il 31 dicembre”. Risultato? I fondi sono stati dirottati ad altre voci, a partire dal dissesto idrogeologico.
Le polemiche sui fondi comunitari, però, non sono le prime. Dopo le polemiche sul rischio che i Comuni senza fondi non riescano ad aderire al Patto, rilanciate oggi dal capogruppo del Pd Baldo Gucciardi, a tenere banco in questi giorni è stata la nomina dell'esterno Antonello Pezzini alla guida della Cabina di regia e il suo presunto conflitto di interessi. Una vicenda, questa, sulla quale l'interrogazione pentastellata torna a battere: “Il costo delle figure professionali esterne della Cabina di regia – è l'affondo – è solo apparentemente irrisorio, visto che di fatto gli incarichi sono già stati più volte rinnovati gravano sul bilancio regionale, mentre quello dei 14 esperti della Uat sarebbe interamente a carico dei fondi disponibili nel Po Fesr Sicilia 2007-2013”. La Regione, però, si è sempre difesa sostenendo che Pezzini è una figura di rilievo nel mondo dell'energia. Una figura particolarmente rispettata a Bruxelles. Ma non abbastanza, evidentemente, per evitare l'esclusione dagli “esempi di eccellenza”.