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Eolico, Verdi all'attacco:
"Crocetta ha cambiato idea?"


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"Pensare di costruire nuove pale nei territori già violati sarebbe come se si volessero impiantare nuove industrie nei già martoriati siti di Milazzo, Gela e Siracusa", dice Giuseppe Patti dei Verdi

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SIRACUSA - Anche i Verdi intervengono nel dibattito sull'eolico e sui nuovi impianti che la Regione potrebbe autorizzare. "Da qualche giorno è tornato ad aleggiare sulla Sicilia il fantasma dei 'parchi eolici' - si legge in una nota dei Verdi -. L’altro ieri l’assessore regionale, Nicolò Marino della giunta Crocetta, ha dichiarato alla stampa la necessità di 'esaminare le domande degli imprenditori per evitare condanne del Tar' e la possibilità di predisporre 'un atto di giunta che indicherà le aree in cui si possono realizzare impianti facendole coincidere con quelle dove ci sono già le pale eoliche'. Affermazioni che hanno fatto sobbalzare i Verdi Sicilia i quali guardavano ai parchi eolici come ad un capitolo chiuso nella battaglia a tutela dell’ambiente".

“Pur comprendendo la necessità di esaminare le richieste degli imprenditori per evitare l’intervento del Tar – afferma Giuseppe Patti dei Verdi – non capiamo però il perché delle affermazioni dell’assessore Marino a sostegno dell’eventuale realizzazione di nuovi impianti eolici. Pensare di costruire nuove pale nei territori già violati sarebbe come se si volessero impiantare nuove industrie nei già martoriati siti di Milazzo, Gela e Siracusa. Nel 2008 l’allora presidente della Regione Raffaele Lombardo ingaggiò una crociata congiunta con Vittorio Sgarbi (sindaco di Salemi), Rosario Crocetta (sindaco di Gela) e Carlo Ripa di Meana contro la realizzazione di impianti eolici sul territorio siciliano. In quell’occasione il governatore sostenne la poca vantaggiosità degli impianti insinuando che alcune pale potessero anche girare a vuoto; Vittorio Sgarbi parlò di paesaggio stuprato dalla violenza di un pedofilo; Carlo Ripa di Meana definì la vicenda un’‘operazione affaristica’ e in effetti è poi emerso che la mafia acquistava i terreni agricoli destinati all’eolico a poco prezzo, oliando con ingenti mazzette le pratiche di avanzamento per le concessioni degli impianti per poi rivendere le aree a prezzi altissimi; e lo stesso Crocetta rifiutava l’idea di nuovi impianti nella sua città. All’epoca affermava che l’impatto ambientale di trenta chilometri di pale eoliche sull’unico versante libero del territorio da lui governato, quello di sud ovest, sarebbe stato devastante. Cosa è cambiato oggi? – evidenzia Patti – Non possiamo credere che l’allora governatore Lombardo abbia agito per malevolenza nei confronti dei due imprenditori che nell’agrigentino (Moncada) e nel siracusano (Montagno) producevano pale eoliche gettando sul lastrico intere famiglie, siamo convinti che la sua azione fosse diretta, invece, e realmente, alla tutela del paesaggio e della legalità. E quello di Crocetta non doveva essere il governo della tutela del bene comune? Come è possibile che si stia trasformando nel governo della tutela dei grossi imprenditori? Dopo la retromarcia sul MUOS – continua Patti – non possiamo più tollerare un’altra presa di posizione contro il territorio e soprattutto sul fronte delle politiche energetiche regionali dove è possibile percorrere altre strade. E il nostro non vuol essere un no sterile e privo di alternative. Nel nuovo percorso politico intrapreso dai Verdi Sicilia non esiste il no per il no ma il no per tutelare e rispondere alle esigenze in modo ecosostenibile".

"Se è vero che la Sicilia - conclude Patti -, come dice l’assessore Marino, non può fermare l’eolico attraverso una legge regionale tuttavia può farlo impegnandosi nella stesura di un piano energetico che regolamenti questo aspetto del territorio e nell’attuazione dei piani paesaggistici che da troppo tempo sono in attesa di diventare operativi. Inoltre siamo favorevoli all’impiego degli impianti di energia rinnovabile che in un momento di profonda crisi economica come quella che stiamo vivendo ci piace vedere anche nel ruolo di ammortizzatori sociali. Ben vengano, dunque, il mini eolico e il fotovoltaico sui tetti degli immobili e delle nostre già brutte periferie, per ridurre le spese nelle tasche delle famiglie, produrre lavoro ma soprattutto proteggere in modo intelligente e fruttuoso l’ambiente”.