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L'operazione antiracket

Montante: "La denuncia
è l'unica strada"


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Il presidente degli industriali siciliani: "Emarginiamo chi non denuncia e facciamo capire che siamo contro chi distorce il mercato". Ivan Lo Bello: "Il nostro codice etico funziona".

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confindustria, estorsione, gregory bongiorno, montante
PALERMO - ''La strada della denuncia è l'unica che noi conosciamo''. Così Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia, commenta l'operazione che ha portato all'arresto di tre presunti estorsori, in seguito all'esposto presentato dall'imprenditore Gregory Bongiorno, presidente di Confindustria Trapani. ''Ho avuto modo di dirlo qualche giorno fa - aggiunge - e sono pronto a ribadirlo oggi: la mafia si sta riorganizzando. Sta rialzando la testa utilizzando i soliti vecchi sistemi, ma anche delegittimando chi lavora per denunciare. Tanto è stato fatto ma siamo ancora all'inizio. Confindustria, che lavora in tandem con Addiopizzo e, più in generale, con la Federazione delle associazioni antiracket e antiusura, ha ribaltato il sistema: emarginiamo chi non denuncia e facciamo capire che siamo contro chi distorce il mercato''. ''Voglio ringraziare - aggiunge Montante - magistratura e forze dell'ordine per la celerità con la quale è stata condotta questa operazione e complimentarmi con chi fa questo tipo di scelta perché solo così è possibile parlare di sviluppo della Sicilia''.

Sull'operazione antiracket è intervenuto anche il vicepresidente nazionale di Confindustria, Ivan Lo Bello: "La denuncia di Gregory Bongiorno è la dimostrazione che il codice etico di Confindustria funziona - ha affermato -. Oggi gli imprenditori denunciano perché sanno di non essere più da soli. Ed è questo l’atteggiamento che noi dobbiamo continuare ad incoraggiare. Oggi non potrebbe più esserci un altro caso 'Libero Grassi' - ha aggiunto -. Confindustria sarà sempre al fianco di chi denuncia".