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TRAPANI

Scontro Damiano-Fazio
L'ex sindaco prepara la sfiducia


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Vito Damiano e Mimmo Fazio
TRAPANI - Lo accusa di utilizzare la “macchina del fango” contro la sua amministrazione. E l'altro replica: “Hai paura”. E' scontro, senza precedenti, tra il sindaco di Trapani Damiano e l'ex primo cittadino Mimmo Fazio. L'onorevole-consigliere comunale ha annunciato una mozione di sfiducia nella prossima primavera. A Trapani s'è votato nel maggio 2012.

Damiano ha replicato con una lettera aperta dai toni durissimi. Accusa Fazio di cattiveria e di nutrire astio e acredine nei suoi confronti. “Non ha mai voluto smettere di fare il sindaco”, scrive. I due sono stati alleati fino al giorno dopo le elezioni. Damiano è stato scelto da Fazio e dal senatore Antonio D'Alì, ma le incomprensioni sono nate già 24 ore dopo il voto. Damiano, da candidato sindaco, era stato nominato, nell'ultimo scorcio di amministrazione Fazio in giunta. E Fazio era nella lista degli assessori indicata da Damiano in campagna elettorale. C'era pure il senatore D'Alì.

All'atto della conferma il neo sindaco l'ha però estromesso. Dice per evitare che Fazio, da assessore, potesse utilizzare la carica per “togliersi qualche sassolino dalle scarpe” nei confronti di alcuni dirigenti del Comune. “Tutto falso”, ha risposto Fazio. Ed i due sono ormai in rotta di collisione su tutto.

“Prima – scrive Damiano – dice che non ha alcuna intenzione di ricandidarsi a sindaco, ora dice che è pronto a scendere in campo per salvare la Patria”. Controreplica dell'ex sindaco: “Io, il sindaco l'ho già fatto. Sono deputato regionale e non avrei alcuna necessità di tornare ad amministrare la mia città se non fosse che Damiano è incapace di governare e rischia di farla entrare in una crisi irreversibile”. Il sindaco attacca ritenendo Fazio preda di una “vendetta personale”.

L'onorevole rilancia: “ Non cado nella trappola dello scontro personale. Non mi preoccupo delle sue offese personali. Mi preoccupo delle offese che sta arrecando ad un territorio che non può permettersi di avere un sindaco così incapace quanto arrogante. Se avesse il coraggio e l'umiltà di parlare con i suoi concittadini avrebbe la risposta a tante domande che pone. La città non si sente rappresentata”.

Il sindaco denuncia una strategia, a suo dire, ben pianificata, che attraverso la propaganda sparge “menzogne” e non dice la verità sull'operato della sua amministrazione. Fa riferimento a comitari spontanei che sarebbero “gestiti” da Fazio e poi aggiunge: “Poco o nulla si dice delle iniziative assunte nel settore dell'edilizia, della cultura, dello sport e dei lavori pubblici. Poco si dice degli interventi sul sistema idrico e per il risanamento del Luglio Musicale Trapanese”.

Damiano sottolinea di avere dovuto fare fronte allo sforamento del patto di stabilità, per due volte consecutive, da parte dell'amministrazione che era guidata da Fazio e che l'ha costretto ad aumentare le tasse ai cittadini. Dopo avere premesso che non è una richiesta di tregua, il sindaco invita Fazio a “rinsavire” e a spiegare perché punta alle elezioni anticipate quando il legislatore ha stabilito in cinque anni la durante di un mandato amministrativo. Si dà anche una mezza risposta. Ritiene che il parlamentare voglia anticipare i tempi per non permettere alla nuova giunta di raggiungere i risultati che si è prefissata. Da qui la necessità della spallata. L'onorevole – consigliere – è rimasto tra i 30 di Palazzo Cavarretta anche dopo l'elezione all'Ars – risponde così: “Non gli consentirò di buttarla in rissa perché sono stato chiamato a fare politica ed intendo produrre politica per il mio territorio. Sono a disposizione della mia città e farò di tutto per migliorarla. Ritengo che l'amministrazione Damiano sia un ostacolo a qualsiasi progetto di rilancio. Non cerco spallate. Il voto anticipato, se mai ci sarà, è una necessità per liberare la città da inettitudine, superficialità e pressappochismo. Egregio Sindaco, lei non può cancellare nessuno”. Il sindaco chiude ad ogni ipotesi di dialogo. Invita il suo avversario a rivedere la sua posizione soltanto per non fare un danno alla città, ma sottolinea: “Io l'ho già cancellata”. “E' la città che ha cancellato lei”, conclude Fazio.