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Lo studio

Pochi crediti per le famiglie
Aumentano le vittime di usura


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Le famiglie non hanno liquidità e non è semplice ottenere un prestito per le vie alla luce del sole. Così diventa normale rivolgersi ad altri canali.

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PALERMO- Ancora in calo i dati a riguardo dei crediti concessi alle famiglie. A maggio 2013, i numeri sono impietosi per tutto il meridione d’Italia: Calabria (-4,3% su maggio 2012, pari ad una variazione di -374 milioni di euro), Basilicata (-4,2%, che corrisponde a -102 milioni), Sicilia e Molise (entrambe con -2,7% ed una contrazione rispettivamente di 789 e di 40 milioni di euro) e Campania (-2,6%, con diminuzione di 794 milioni di euro) non riescono a vedere una ripresa dei consumi anche a causa della stretta al credito per le famiglie. Nella nostra Regione, a questi dati, si aggiunge un’amara analisi dell’ufficio studi del Cgia, la Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato: in Sicilia, una persona su tre ricorre all’usura dopo aver ricevuto il diniego del prestito da parte di una banca.

“A fronte di una contrazione del credito alle famiglie consumatrici – dichiara Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia –, che si è fatta sentire soprattutto nel Mezzogiorno, c’è il pericolo che il rischio usura, già presente nel meridione in misura maggiore rispetto altrove, assuma in Sicilia dimensioni allarmanti”. L’indice del rischio usura è stato calcolato, mettendo a confronto alcuni indicatori regionalizzati riferiti al 2012 quali la disoccupazione, i fallimenti, i protesti, i tassi di interesse applicati, le denunce di estorsione e di usura, il numero di sportelli bancari e il rapporto tra sofferenze ed impieghi registrati negli istituti di credito. Rispetto ad un indicatore nazionale medio stabilito dagli esperti della Cgia pari a 100, l’indice del rischio usura per la Sicilia è valutato in 136,2 punti, pari al 36,2% in più della media italiana.

"Dimensionare l’usura solo attraverso il numero di denunce – commenta Bortolussi – non è molto attendibile, perché il fenomeno rimane in larga parte sommerso e risulta quindi leggibile con difficoltà, approssimazione e attendibilità relativa. Per questo abbiamo messo a confronto ben otto sottoindicatori, per cercare di dimensionare con maggiore fedeltà questa emergenza. Ma quello che forse pochi sanno, – conclude il segretario – sono le motivazioni per le quali molti cadono nelle mani degli strozzini. Oltre al perdurare della crisi per artigiani e commercianti, sono le scadenze fiscali a spingere molti operatori economici nella morsa degli usurai. Per i disoccupati o i lavoratori dipendenti, invece, sono i problemi finanziari che emergono dopo brevi malattie o infortuni”.