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No alla proroga per le scuole
Precari sul piede di guerra


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PALERMO - Non ha potuto fare niente il Pd. Dopo aver alzato la voce per evitare che partisse la convezione con lo Stato dei licei provinciali e degli istituti professionali di Trapani, nonché delle scuole provinciali di Palermo. Da qualche giorno, ormai, i parlamentari della commissione Lavoro dell’Assemblea regionale, e soprattutto i docenti precari delle scuole, aspettavano risposte dall’assessore alla Formazione Nelli Scilabra e da Patrizia Valenti, assessore con delega agli Enti Locali: risposte che sono arrivate oggi, e che hanno messo deputati e insegnanti sul piede di guerra.

Niente proroghe, e quindi niente certezze, per i lavoratori precari, forse nemmeno per gli insegnanti con contratti a tempo indeterminato, che rimarranno in carico alle province che, se tutto va bene, dovrebbero però essere abolite a breve. Ma l’assessore alla Formazione respinge le accuse. “Abbiamo fatto chiarezza sul fatto che la competenza della materia non riguardi il mio assessorato – ha dichiarato la Scilabra – ma il commissario della Provincia. In più, la convenzione è stata avviata ormai un anno e mezzo fa: non c’era nulla che io potessi fare”.

Il commissario della Provincia di Palermo Domenico Tucci, però, di firmare decreti di proroga non ne vuole neanche sentir parlare. Secondo quanto riferito da alcuni deputati, infatti, il commissario avrebbe dichiarato che i soldi per i precari non ci sono, nonostante lo scorso 12 agosto il governo abbia deciso di stanziare alle Province altri 5 milioni, e nonostante l’esistenza di una circolare dell’assessore Valenti che impegnava il commissario ad utilizzare quelle somme proprio per le scuole. Ma quei soldi, a detta di Tucci, bastano appena per i buchi di bilancio.

“Una posizione assurda – per Mariella Maggio, parlamentare Pd e vicepresidente della commissione Lavoro – che finisce per penalizzare chi non ha colpe della cattiva gestione delle province in questi anni: gli insegnanti”. Rivedere la convenzione con lo Stato e bloccare il processo di ‘statizzazione’ fino a gennaio era, infatti, la possibile via d’uscita proposta dal Pd.

Questo avrebbe consentito agli insegnanti precari, come spiegato proprio da alcuni di loro, di inserirsi nelle nuove graduatorie statali a partire da gennaio, e sperare di rientrare nel nuovo percorso lavorativo. “Così invece mandiamo a casa tutti”. Mariella Maggio incalza il governo regionale, accusandolo di aver “fallito la sua missione: non solo – ha detto – non crea nuovi posti di lavoro, ma non riesce nemmeno a salvaguardare quelli già esistenti”.